Contributi Regione Lombardia per deposito brevetti

La Regione Lombardia promuove un bando per l’erogazione di contributi a fondo perduto per il supporto delle PMI lombarde nei processi di innovazione e nei processi di brevettazione.

Il bando prevede tre diverse misure destinate a progetti di collaborazione tra PMI e centri di ricerca (misura A), supporto alle proposte che hanno ottenuto il «Seal of Excellence» nella fase 1 «strumento per le PMI» di Horizon 2020 (misura B) e supporto ai processi di brevettazione (misura C).

Nell’ambito della misura C il contributo a fondo perduto erogabile è pari al 50% delle spese ritenute ammissibili, con un investimento minimo di €2000 per il deposito di un brevetto ed € 4000 per il deposito di più brevetti.

L’importo massimo concedibile per la misura C è pari ad € 6000 nel caso di deposito di un brevetto ed €12000 nel caso di più brevetti, innalzabili ad € 7200 e € 14400 nel caso in cui la richiedente sia un start-up.

Le domande potranno essere presentate a partire dal 20 luglio 2017 e fino al 28 settembre 2017.

L’erogazione dei fondi è del tipo a sportello, per cui varrà l’ordine di presentazione delle domande di contributo, fino ad esaurimento dei fondi stanziati, pari ad € 3.000.000.

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Patent Translate: traduzione automatica brevetti

E’ attivo sul sito dell’EPO (ufficio europeo brevetti ovvero European Patent Office) un servizio di traduzione dei brevetti.

Il servizio, denominato patent translate è un utile strumento per una prima traduzione, sia pur approssimativa, di un testo brevettuale.

Il patent translate nato da una stretta collaborazione tra l’epo e il noto motore di ricerca Google consente la traduzione di un brevetto in ben 31 lingue.

Il funzionamento del patent translate è molto semplice.

L’utente non dovrà far altro che:

1) accedere alla pagina di ricerca del sito istituzionale dell’epo “espacenet patent search”;

2) digitare nel campo della ricerca la parola chiave che si intende ricercare nella banca dati;

3) trovato il brevetto di interesse, l’utente avrà la possibilità di cliccare su un menù a tendina dove appariranno le diverse lingue in cui è consentita la traduzione.

4) scelta la lingua basterà cliccare sull’immagine traduzione automatica brevettied il sistema provvederà ad una traduzione automatica.

L’epo informa, tuttavia, che la traduzione eseguita in maniera automatizzata non garantisce precisione e completezza; sconsigliando, quindi, di adoperare la traduzione a fini commerciali o finanziari.

Di seguito riportiamo l’avviso dell’EPO:avviso patent translate epo
Vantaggi:

Un vantaggio è sicuramente quello di ottenere, con pochi passaggi, una traduzione automatizzata nella lingua conosciuta dall’utente.

Tale traduzione consente all’utente di “comprendere” se il documento brevettuale trovato è o meno rilevante e se è il caso di investire in una traduzione umana accurata.

Altro vantaggio è che il servizio di traduzione è gratuito e google, quale soggetto che presta il servizio di traduzione, non trattiene presso i suoi server alcuna informazione riservata relativa alla ricerca effettuata.

Svantaggio:

Lo svantaggio, non da poco, è quello di non ottenere una traduzione precisa ed esaustiva.

Per maggiori delucidazioni vi rimandiamo alle faq del sito EPO.

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Brevettare da soli o rivolgersi ad un avvocato o consulente

Anche se la normativa brevettuale, sia nazionale che internazionale, non impone ad un inventore di ricorrere ad un esperto in materia di proprietà industriale, ossia ad un avvocato o consulente in proprietà industriale, per redigere e depositare una domanda di brevetto per invenzione, ci sono diversi aspetti che i titolari dei brevetti sono spesso portati a trascurare e che sovente conducono ad errori nel deposito della domanda difficilmente risolvibili.

Uno degli errori più ricorrenti commessi dai titolari delle domande che provvedono al cosiddetto deposito fai-da-te è quello di non considerare che il brevetto, pur essendo un documento di natura tecnica, non rappresenta né un manuale tecnico d’uso né un documento pubblicitario in cui decantare i pregi della propria invenzione.

Al contrario, il brevetto è un documento di natura non solo tecnica ma anche legale e che pertanto deve possedere requisiti di sostanza e forma ben precisi al fine di poter sostenere non solo la fase di esame prima della concessione ma anche per poter essere efficace in un eventuale contenzioso basato sul brevetto stesso, come una causa di contraffazione o di validità del brevetto.

Per questo motivo è necessario che il brevetto non presenti solo una descrizione ben dettagliata ma anche che abbia rivendicazioni ben definite e chiare e che non lascino spazio ad incertezze.

Tuttavia, osservando le domande di brevetto depositate direttamente dai titolari, è facile osservare come la gran parte di esse presenti rivendicazioni volte più ad indicare i problemi che l’invenzione si propone di risolvere che non le soluzioni tecniche che consentono di raggiungere tali obiettivi.

Ciò porta ad una mancanza di chiarezza delle rivendicazioni che il più delle volte causa un’interruzione della procedura di esame sin dalla prima fase immediatamente successiva al deposito.

Infatti accade di frequente che in questi casi l’UIBM provveda a bloccare la procedura di esame emettendo una comunicazione con cui si richiede di rimediare a tali errori depositando una nuova descrizione e nuove rivendicazioni che rispondano alla normativa.

Tuttavia, non sempre è possibile rimediare agli errori iniziali in quanto tali rettifiche devono essere sempre eseguite nell’ambito del contenuto iniziale della domanda, senza poter aggiungere nuovi esempi o nuovi elementi, pena il respingimento della domanda.

Inoltre, neppure è sempre possibile ritirare la domanda di brevetto iniziale per depositarne una nuova in quanto eventuali divulgazioni dell’invenzione che fossero avvenute in questo intervallo di tempo potrebbero rendere nulla la domanda successiva o il brevetto derivante da essa.

Un ulteriore errore spesso riscontrato è quello di scrivere rivendicazioni eccessivamente descrittive, in cui anche elementi secondari ai fini dell’invenzione vengono posti in evidenza, con la conseguenza che diventano anch’essi essenziali ai fini della valutazione della contraffazione.

Questa ultima tipologia di errore è quella che conduce a brevetti di scarso valore, per quanto potenzialmente innovativi, in quanto facilmente aggirabili e che nel tempo hanno alimentato il senso comune secondo cui i brevetti non hanno valore in quanto “è sufficiente cambiare una virgola” per poterli superare.

Non da ultimo, spesso non si tiene conto che il brevetto deve contenere anche nella descrizione solo gli elementi essenziali alla risoluzione del problema tecnico ma senza fornire informazioni che non sono essenziali e che invece sarebbe preferibile mantenere segrete.

Il ruolo dell’avvocato esperto in proprietà industriale o del consulente in proprietà industriale non è solo quello di assicurarsi che la domanda di brevetto presenti tutti i requisiti formali ma è soprattutto quello di trovare il giusto compromesso tra le informazioni che occorre necessariamente fornire affinchè il brevetto sia chiaro e sufficientemente descritto e le conoscenze da non divulgare in quanto know-how dell’inventore.

Inoltre il consulente ha anche il compito di ampliare quanto più possibile l’ambito di tutela della domanda per evitare che anche piccole modifiche, non previste dall’inventore, possano essere utilizzate per aggirare il brevetto, rendendolo così uno strumento inefficace.

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brevetto fai da te

 

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Deposito brevetti europei incremento dei richiedenti italiani

L’Ufficio Europeo Brevetti (EPO) ha provveduto a pubblicare il rapporto relativo ai depositi di domande di brevetto europeo ed alla concessione di brevetti avvenuti nell’anno 2015.

Anche quest’anno il rapporto evidenzia una sostanziale crescita dei depositi di domande di brevetto, sia come domande di brevetto europeo dirette che come fasi regionali di domande internazionali PCT, con un incremento dell’1,6% rispetto all’anno precedente.

Tale incremento, seppur minore rispetto ai dati degli anni precedenti, ha condotto al deposito complessivo di circa 279000 nuove domande, che rappresentano il 35% delle domande di brevetto depositate in tutto il mondo.

Analizzando i dati relativi ai singoli Paesi si nota come oltre il 50% delle domande di brevetto siano state depositate, come sempre, da aziende aventi sede in USA, Giappone, Cina e Corea del Sud, a riprova del fatto che il mercato europeo ed in particolare quello comunitario rappresenta un mercato di riferimento a livello globale.

Il Paese europeo con maggior numero di domande di brevetto depositate è invece la Germania, con l’11% dei depositi ed oltre 31000 domande di brevetto depositate, seppur in leggere calo rispetto al 2014.

Appare confortante il dato relativo all’Italia, che seppur confermandosi al settimo posto tra i 39 Paesi che aderiscono al Brevetto Europeo ed al diciottesimo a livello mondiale se si considera il numero di depositi per abitanti, ha fatto registrare un incremento di oltre il 6% rispetto al 2014, superando per la prima volta le 5000 domande di brevetto depositate.

Il dato si presenta ancor più positivo se si considera che nel 2014 le domande di brevetto italiane depositate direttamente all’UIBM sono state poco più di 9300. Pertanto, si può ipotizzare che oltre il 50% delle domande di brevetto italiane sia stato esteso almeno in ambito europeo, dimostrando una accresciuta fiducia nello strumento brevettuale e nell’attività di ricerca ed innovazione ad esso connessa.

In quest’ottica non si deve trascurare il vantaggio competitivo fornito dalle domande di brevetto italiano, che consentono di ricevere, da un lato, una protezione iniziale a costi relativamente bassi e, dall’altro, di ottenere una valutazione preliminare attraverso il rilascio del rapporto di ricerca gratuito elaborato dall’EPO ed inviato ai titolari prima della scadenza dell’anno di priorità utile all’estensione all’estero del brevetto nazionale.

Il settore tecnico che registra il maggior numero di depositi è, anche quest’anno, il settore delle tecnologie medicali con oltre 12000 domande depositate. Oltre 10000 domande di brevetto sono state depositate sia nel settore della comunicazione digitale che in quello della computer technology.

I settori più tradizionali quali quello dei trasporti, dell’energia elettrica e dei macchinari elettrici hanno invece segnato una decrescita rispetto al 2014, evidenziando come in questi settori sia sempre più difficile apportare reali innovazioni.

Tutte le statistiche relative ai depositi suddivisi sia in base alla nazionalità dei richiedenti che ai settori tecnologici di collocamento delle invenzioni, oltre che ai brevetti concessi nel 2015 sono disponibili sul sito dell’Ufficio Europeo Brevetti.

deposito brevetti europei

 

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Contributi e finanziamenti agevolati per aziende campane

Una nuova forma di agevolazione finanziaria (c.d. Bando competitività) diretta esclusivamente alle PMI Campane che hanno la necessità di valorizzare le proprie innovazioni ed i propri brevetti è attiva a partire dal 13 Novembre 2015.

La Regione Campania e Sviluppo Campania S.p.a. hanno infatti istituito un fondo di 120 milioni di euro per il finanziamento a tasso agevolato di attività rientranti in un piano di investimento mirato all’innovazione di strutture, impianti, attrezzature e processi industriali. Sono escluse le Imprese di nuova costituzione ed in particolare le Imprese costituite da meno di due anni alla data di presentazione della domanda di contributo.

I fondi sono concessi sotto forma di finanziamento a tasso zero da rimborsare in 40 rate trimestrali posticipate costanti ed erogati nella misura dell’80 % delle spese ammesse a contributo.

Gli importi delle spese finanziabili variano in funzione del settore di attività dell’impresa, con un minimo di € 200.000 ed un massimo di € 2.500.000 per le Imprese del settore “Industria e servizi” ed un minimo di €100.000 ed un massimo di € 1.500.000 per le Imprese operanti nel turismo e nel commercio.

Per altre tipologie di Imprese è previsto un investimento finanziabile minimo di € 50.000 ed un massimo di €500.000.

Per poter essere ammesse a contributo le spese non devono essere fatturate prima della data di presentazione della domanda di contributo.

Gli importi agevolati saranno erogati solo alla presentazione delle fatture quietanzate per l’intero saldo; in alternativa sarà possibile richiedere un anticipo del 50% a fronte della presentazione di fatture quietanzate per un importo minimo del 50% delle spese ammesse a contributo.

Nell’ambito dei costi sostenuti nello specifico progetto di innovazione, il bando finanzia sia spese relative ad immobilizzazioni materiali, quali spese per opere murarie, incluse spese per ristrutturazione, spese per macchinari, impianti, attrezzature, spese per miglioramento dell’efficienza energetica o per abbattimento di barriere architettoniche, che spese per immobilizzazioni immateriali, quali spese per acquisto di brevetti o licenze su brevetti o know-how o altre conoscenze tecniche anche non brevettate.

Sono altresì incluse le spese di consulenza per ricerche di brevettabilità e per la stesura ed il deposito di nuove domande di brevetto per invenzione sia in Italia che a livello internazionale ed in genere tutte le spese relativa alla valorizzazione della proprietà intellettuale ed industriale.

Tra le spese ammissibili a contributo rientrano anche spese per pubblicità e marketing, costi per arredi e costi per l’assunzione di personale, purché legati a posti di lavoro direttamente correlati al progetto d’investimento e mantenuti per almeno tre anni.

Per la presentazione delle domande è necessario seguire uno specifico iter che prevede una prima fase di registrazione all’apposto portale predisposto da Sviluppo Campania da eseguirsi a partire dal 13 Novembre.

Successivamente, a partire dal 24 Novembre sarà possibile compilare la domanda unitamente al programma di investimento ed infine a partire dal 9 Dicembre sarà possibile presentare telematicamente i moduli.

Il termine ultimo per presentare le domande è fissato al 31.12.2015 ma il bando potrà essere sospeso anche prima nel caso di esaurimento dei fondi.

Si precisa anche che il bando è del tipo “a sportello”, con le domande che saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione.

Lo studio Maiello mette a disposizione della sua clientela le sue competenze al fine di coadiuvare le Imprese nella redazione e nella presentazione delle domande di contributo.

Per maggiori approfondimenti o per assistenza in merito è possibile contattare direttamente lo Studio al numero 089.9431301 oppure consultare il bando.

SCADE IL 31 DICEMBRE 2015.

Contributi e finanziamenti agevolati per aziende campane

 

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Brevetti + 2 bando finanziamenti brevetti e domande di brevetto

Il Ministero per lo Sviluppo Economico ha emanato un nuovo bando, denominato “Brevetti+2“, per la concessione di agevolazioni a fondo perduto a favore delle micro, piccole e medie imprese italiane, incluse le ditte individuali, che siano titolari o licenziatarie di un brevetto o una domanda di brevetto.

La presentazione delle domande di agevolazione sarà possibile a partire dal prossimo 6 Ottobre 2015 ed i contributi saranno erogati fino ad esaurimento dei fondi stanziati, che ammontano a 30,5 milioni di euro.

A differenza del precedente bando di finanziamento “Brevetti +“, ancora attivo, questo nuovo bando di finanziamento per brevetti non prevede l’erogazione di premi a fondo perduto a fronte del semplice deposito di una domanda di brevetto , ma esclusivamente l’erogazione di contributi a parziale copertura di spese sostenute per l’acquisto di servizi di progettazione e consulenza.

Tuttavia, il contributo massimo erogabile a favore dei titolari di brevetti e domande di brevetto raddoppia rispetto al precedente Brevetti+, passando da € 70.000,00 ad €140.000,00.

L’importo erogabile è pari all’80% delle spese ammesse a contributo, innalzabile fino al 100% nel caso in cui l’impresa richiedente l’agevolazione sia una Spin-off universitaria o accademica che detenga, anche in licenza, un brevetto o una domanda di brevetto.

I soggetti che possono partecipare sono le PMI italiane che siano titolari o licenziatarie di un brevetto concesso successivamente al 01/01/2013 oppure di una domanda di brevetto italiana, europea o internazionale depositata successivamente al 01/01/2013.

Nel caso in cui si voglia accedere alle agevolazioni con una domanda di brevetto italiano, una domanda di brevetto europeo o una domanda internazionale secondo la convenzione PCT è necessario che la domanda presenti requisiti determinati sostanzialmente simili a quelli previsti per il precedente bando Brevetti+.

In particolare per le domande di brevetto italiano, che devono essere domande per brevetto per invenzione industriale, è necessario che sia stato già rilasciato dall’Ufficio Europeo Brevetti un rapporto di ricerca eseguito che evidenzi la novità di almeno una rivendicazione.

Per tale motivo non è possibile accedere con domande di brevetto per modello di utilità, in quanto per tali domande non è previsto il rilascio del rapporto di ricerca. Al contrario possono accedere al bando i titolari di brevetti italiani per modello di utilità concessi successivamente al 01/01/2013.

Per accedere ai finanziamenti sulla base di una domanda di brevetto europeo o di una domanda internazionale PCT è invece necessario aver pagato le rispettive tasse di esame. Per la domanda internazionale PCT, in sostituzione della tassa di esame è richiesto l’ingresso in almeno una fase nazionale o regionale.

Le spese ammesse a contributo sono le spese sostenute per l’acquisto di servizi esterni ed in particolare per servizi di progettazione ed ingegnerizzazione, inclusi studi di fattibilità, progettazione tecnica e produttiva, studio di prototipi, progettazione e realizzazione software e firmware, spese per certificazioni, consulenze legali, contratti di cessione e licenza, valutazioni economiche di brevetti e domande di brevetto, analisi di mercato.

Un dettaglio maggiore delle spese ammesse al finanziamento è reperibile consultando direttamente il bando per la concessione di agevolazioni per la valorizzazione dei brevetti a favore di micro, piccole e medie imprese “brevetti + 2”.

Per poter essere ammesse a contributo, le spese finanziabili non possono essere fatturate in data anteriore alla data di presentazione della domanda di agevolazione.

I contributi saranno rilasciati solo a quietanza delle fatture relative alle spese ritenute ammissibili.

Lo studio Maiello, oltre a fornire completa assistenza per tutte le fasi relative alla stesura ed al deposito di domande di brevetto sia in Italia che all’estero, è in grado di assistere la sua clientela in tutte la procedura di presentazione delle domande di agevolazione per il presente bando di finanziamento dei brevetti.

Aggiornamento al 07.12.2015: le domande di accesso al finanziamento sono sospese.

brevetti + 2

 

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Contraffazione brevetto ed importanza rivendicazioni

Quando si scrive il testo di una domanda di brevetto si cade spesso nell’errore di voler mettere in evidenza i pregi ed i vantaggi della propria invenzione piuttosto che concentrarsi sulla descrizione quanto più dettagliata possibile degli elementi tecnici che compongono l’oggetto del brevetto e che permettono di raggiungere i vantaggi rivendicati.

Ne consegue che non è raro trovare brevetti poco chiari o in cui vi sia una descrizione non sufficiente dell’invenzione, in particolar modo quando a redigere la domanda di brevetto sia lo stesso inventore oppure un professionista non abilitato ad assumere la rappresentanza avanti l’UIBM.

Il rischio associato a tale modalità di azione è spesso sottovalutato poiché non si considera che un testo scritto male può compromettere in maniera irrimediabile la tutela brevettuale, in quanto la normativa brevettuale non consente di apportare integrazioni o modifiche ad un testo già depositato se non entro limiti molto ristretti.

Il principale errore in cui si incorre frequentemente è quello di non scrivere in maniera corretta le rivendicazioni, preferendo invece dettagliare maggiormente la descrizione. Non si considera, invece, che una tutela quanto più ampia di un brevetto si fonda proprio sulla corretta scrittura delle rivendicazioni, le quali rappresentano l’unica parte del brevetto utile a definirne l’ambito di tutela, mentre la descrizione ha il solo scopo di aiutare ad interpretare il senso delle rivendicazioni stesse.

Quindi, se da un lato occorre scrivere rivendicazioni non eccessivamente complesse e piene di caratteristiche non necessarie per l’invenzione al fine di non restringere in maniera indebita l’ambito di tutela del brevetto, d’altro canto è fondamentale che le rivendicazioni non risultino poco chiare tanto da non far comprendere quale sia l’oggetto dell’invenzione.

Rivendicazioni poco chiare o incomplete sono innanzitutto causa di sospensione della domanda di brevetto, che non viene così processata dall’UIBM né inviata all’Ufficio Europeo Brevetti per la ricerca di anteriorità. In tal caso l’UIBM richiede di modificare le rivendicazioni, pena il respingimento della domanda, che subirà comunque un rallentamento nel suo procedimento di concessione.

Ma il problema principale è rappresentato dal fatto che un brevetto per invenzione industriale o un brevetto per modello di utilità concesso seppur con rivendicazioni non conformi o comunque poco chiare può non rispecchiare il contenuto della descrizione e quindi garantire la giusta protezione all’invenzione, senza che vi sia possibilità di porvi rimedio in un secondo momento.

Pertanto, un simile brevetto diventa difficilmente azionabile contro eventuali contraffattori, che avranno così vita facile nello sfruttamento economico della invenzione brevettata.

In definitiva, quando si decide di proteggere una propria innovazione mediante il deposito di una domanda di brevetto per invenzione o modello di utilità è sempre bene rivolgersi a professionisti esperti ed abilitati ad operare avanti l’UIBM o gli altri Uffici brevettuali, quali l’Ufficio Europeo Brevetti.

tag: contraffazione, brevetto, rivendicazioni, descrizione, uibm, ufficio europeo brevetti

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Deposito brevetti per invenzione ed utilità in Campania nel 2014

L’analisi dei dati definitivi di deposito di domande di brevetto di invenzione e per modello di utilità nell’intero 2014 da parte di titolari residenti in Campania ha confermato le stime di crescita già notate per il primo semestre.

Anzi, l’incremento complessivo è stato anche superiore alle attese, con un aumento complessivo del 13% sia per i brevetti di invenzione che per i modelli di utilità, a fronte di un incremento del 2% per il primo semestre.

Tale aumento dei depositi è peraltro di gran lunga superiore all’incremento complessivo dei depositi in Italia, che si è attestato sul 2% nonostante le misure a sostegno della brevettazione messe in atto dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso il bando Brevetti +.

In un quadro generale di aumento omogeneo dei depositi per le singole province campane si conferma, però, il dato negativo relativo alla Provincia di Salerno per la quale si registra un vistoso calo, con 33 domande per brevetto di invenzione nel 2014 a fronte dei 51 depositi del 2013 ed un aumento minimo per i modelli di utilità, passati da 33 a 36.

Analizzando invece gli ambiti tecnologici in cui si collocano le domande per brevetto di invenzione è possibile osservare come circa il 60% delle domande si distribuisce in maniera piuttosto uniforme in tre soli settori, ossia l’industria meccanica, l’elettronica ed il settore dell’edilizia e delle infrastrutture.

Un ulteriore 20% delle domande è invece relativo ad oggetti e metodi utilizzabili in varie branche del manifatturiero, mentre è interessante constatare come circa il 15% delle domande per brevetto di invenzione siano relative ad apparati medici e metodi diagnostici e chirurgici.

Scarso rilievo hanno avuto invece il settore delle energie rinnovabili e della chimica, con il deposito di meno di dieci domande di brevetto, specchio del quasi inesistente tessuto industriale campano in questi settori.

A riprova della scarsa propensione delle aziende campane a servirsi dello strumento del brevetto di invenzione o per modello di utilità per tutelare le proprie innovazioni si riporta anche il dato relativo ai depositi da parte di persone fisiche che supera il 60% del totale.

Deposito Brevetti per invenzione ed utilità in Campania nel 2014

 

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Deposito brevetti e marchi incremento dei richiedenti campani

Il primo semestre del 2014 ha piacevolmente mostrato un leggero aumento dei depositi di domande di privativa industriale da parte di Società e privati campani rispetto allo stesso periodo del 2013, seppur con alcune eccezioni.

In particolare sembra essere confortante l’incremento dei depositi di domande per brevetto di invenzione, che sono passate dai 105 del 2013 ai 110 del 2014, con un aumento di circa il 2%, in linea con i depositi a livello nazionale che sono passati da 4574 a 4705.

Anche per quanto riguarda il deposito delle domande di brevetto per modello di utilità e per marchio di impresa si registrano leggeri aumenti, rispettivamente del 2% e del 6,7%, con oltre 1700 domande di marchio depositate.

Al contrario si registra un sensibile calo (-34%) delle domande di registrazione di disegno o modello, passate dalle 46 del primo semestre 2013 alle 30 del primo semestre 2014.

La Campania si conferma così la regione meridionale più prolifica per quanto riguarda i depositi di domande per brevetto di invenzione.

In questo quadro di insieme prevale in maniera scontata l’attività di Napoli, con circa il 50% dei depositi.

Si deve invece purtroppo constatare un forte calo delle domande da parte dei richiedenti salernitani, passate da 33 a 19, con una riduzione del 42%.

In questo quadro relativamente positivo, se si considera in particolare il contesto di crisi che sta affliggendo l’Italia ed ancor più le Regioni del Sud Italia, occorre tuttavia eseguire un’analisi più approfondita in merito alla reale efficacia delle domande di brevetto per invenzione ed all’apporto che esse possono garantire allo sviluppo del’economia campana.

Se infatti si studiano più approfonditamente i dati di deposito, è possibile osservare come delle 110 domande di brevetto per invenzione depositate, ben 28 (ossia il 25% del totale) sono state sospese in quanto carenti dei requisiti formali.

Gran parte di tali domande, se non tutte, verranno presumibilmente respinte o comunque non potranno garantire al suo titolare una protezione adeguata.

Queste domande sospese sono tutte accomunate dal fatto di essere state depositate senza il ricorso alla consulenza di un professionista del settore.

In particolare si osserva che 26 delle 28 domande sospese sono state depositate in una delle Camere di Commercio campane direttamente dai richiedenti e rappresentano oltre il 50% delle domande depositate direttamente in Campania (49 in tutto).

I restanti depositi eseguiti fuori dalla Regione sono stati per oltre il 90% affidati a professionisti (avvocati o consulenti in proprietà industriale) e proseguono tutti nel loro iter di concessione, fuorché due sole domande per le quali comunque non ci si è rivolti ad un esperto.

Deposito brevetti e marchi incremento dei richiedenti campani

 

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