Finanziamenti Brevetti Regione Campania

La Regione Campania promuove un bando per la concessione di contributi a fondo perduto per le PMI campane che decidono di innovare i propri prodotti e processi, denominato “Campania start-up innovativa”.

Il primo requisito per poter partecipare al bando è costituito dall’iscrizione nel registro delle start-up innovative per un periodo non superiore a 48 mesi dalla pubblicazione del bando.

Sono altresì ammessi a partecipare soggetti privati purché provvedano a costituire una start-up innovativa entro 45 giorni dell’approvazione del finanziamento.

Le domande possono essere presentate a partire dal 19 luglio 2017 accedendo allo sportello telematico attraverso il sito dell’innovazione tecnologica della Regione Campania.

Il bando finanziamenti brevetti regione campania 2017 prevede la concessione di contributi a fondo perduto nella misura massima del 65% delle spese ritenute ammissibili, con massimali di spesa specifici per ogni voce di costo ritenuta ammissibile.

Le spese minime erogabili sono pari ad euro 50.000,00 fino ad un massimo di € 500.000,00.

Tra le spese ammissibili rientrano sia beni immateriali, quali spese per l’ottenimento o l’acquisizione di brevetti o altre forme di tutela della proprietà intellettuale e spese per l’acquisizione di software, incluso software per la realizzazione di siti web, che spese per l’acquisto di beni strumentali funzionali al progetto innovativo.

Sono anche ammesse spese di ristrutturazione, spese per studi di fattibilità, analisi di mercato e per l’acquisto di servizi di consulenza relativi all’innovazione.

Le domande di finanziamento saranno sottoposte ad un procedimento di valutazione per la verifica dei requisiti minimi di ammissibilità.

L’erogazione dei fondi per le domande ritenute ammissibili sarà eseguita secondo una procedura a sportello fino all’esaurimento dei fondi, il cui importo complessivo è pari a 15 milioni di euro.

Tutte le informazioni relative al presente avviso sono rilevabili sul portale Por Campania Fesr 2014-2020

 

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regione campania contributi brevetti

 

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Ufficio italiano brevetti e marchi – UIBM

Dal 1° Gennaio 2009, con il DPR 28 novembre 2008 n. 197 (Regolamento di riorganizzazione del Ministero dello sviluppo economico), è stata istituita la Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione (DGLC-UIBM)o più comunemente denominata UIBM (ufficio italiano brevetti e marchi).

L’UIBM è un ufficio del Ministero dello sviluppo economico che gestisce principalmente il sistema amministrativo relativo al deposito, registrazione e concessione dei diritti di proprietà industriale.

I principali scopi dell’UIBM sono la valorizzazione e la tutela della proprietà industriale (brevetti, marchi e design o modelli) nonché il supporto all’innovazione e la lotta alla contraffazione.
L’UIBM, svolge principalmente le seguenti funzioni:

1) lotta alla contraffazione:
a) monitoraggio sistemi e metodi anticontraffazione;
b) attivita’ di raccordo con le altre Direzioni generali con le forze di polizia, Agenzia delle dogane e con le altre amministrazioni pubbliche impegnate nella lotta alla contraffazione);
c) raccolta dati autorita’ competenti in ambito nazionale ed internazionale, associazioni di categoria ed imprese in materia di lotta alla contraffazione;

2) difesa e tutela del Made in Italy;

3) ricezione delle domande di brevetto per invenzione industriale, brevetto per modello di utilità, registrazione marchi e registrazioni disegni e modelli;

4) verifica, controllo ed esame della regolarità tecnica e formale delle domande pervenute;

5) esame, concessione e rigetto di ciascuna domanda pervenuta;

6) trascrizioni, annotazioni, rilascio di certificazioni e copie;

7) marchi nazionali, europei ed internazionali e opposizione alla registrazione dei marchi;

8) gestione banca dati dalla quale è possibile reperire informazioni su marchi e brevetti depositati e resi pubblici;

9) assistenza e supporto alle aziende all’estero;

10) ricezione delle domande internazionali di brevetto PCT e delle domande per la registrazione di marchi internazionali e loro trasmissione agli Uffici internazionali;

11) ricezione delle convalide dei Brevetti Europei rilasciati dall’ Ufficio Brevetti Europeo e designanti l’Italia;

12) promozione della proprieta’ industriale, relazioni con istituzioni e organismi comunitari ed internazionali in materia di proprietà industriale.

Principali servizi dell’UIBM: da alcuni anni, l’UIBM ha istituito un comodo servizio telematico finalizzato al deposito di brevetti per invenzione industriale, brevetti per modello di utilità, registrazione di marchi di impresa e registrazione disegni o modelli.

Sul sito internet dell’UIBM, inoltre, nell’apposita sezione dedicata, si possono reperire informazioni relative ai bandi posti in essere dal ministero dello sviluppo economico finalizzati, nella maggior parte dei casi, a sostenere le piccole e medie imprese italiane.

Da ultimo, presso l’UIBM, è attivo un servizio di call center finalizzato ad offrire a cittadini e imprese supporto in materia di proprietà industriale nonché informazioni sulle attività della Direzione Generale.

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direzione generale per la lotta alla contraffazione

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Differenze tra marchio e brevetto

Molto spesso si commette l’errore di identificare il brevetto per invenzione industriale o il brevetto per modello di utilità, con il marchio, ma in realtà esse rappresentano due tipologie di protezioni industriali differenti, ognuna con caratteristiche specifiche ed uniche, e riguardano due oggetti distinti all’interno della legislazione di tutela.

Quando si inventa o si realizza un “nuovo prodotto”, con caratteristiche uniche ed innovative o comunque originali, questo va tutelato, appunto, attraverso il brevetto.

Avere la titolarità di un brevetto consente lo sfruttamento e lo sviluppo esclusivo dell’invenzione da parte del titolare di quest’ultimo.

In questo modo si impedisce a terzi di utilizzare impropriamente prodotti derivanti dal proprio ingegno, a meno che il titolare non autorizzi l’uso o venda a titolo definitivo oppure in licenza la propria soluzione brevettata per permetterne la realizzazione e la produzione industriale.

Ciò che può essere oggetto di brevetto per invenzione è ben specificato dall’art. 45, comma 1 del Codice della Proprietà Industriale che recita testualmente: “possono costituire oggetto di brevetto per invenzione le invenzioni, di ogni settore della tecnica, che sono nuove e che implicano un’attività inventiva e sono atte ad avere un’applicazione industriale“.

L’art. 84, comma 1 specifica invece cosa può essere oggetto di brevetto per modello di utilità: “possono costituire oggetto di brevetto per modello di utilità i nuovi modelli atti a conferire particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego a macchine, o parti di esse, strumenti, utensili od oggetti di uso in genere, quali i nuovi modelli consistenti in particolari conformazioni, disposizioni, configurazioni o combinazioni di parti“.

A tal proposito, il legislatore non solo permette la tutela dell’invenzione ma definisce i parametri e i requisiti necessari per il deposito di un brevetto.

Un’invenzione può essere brevettata quando si è innanzi a una novità e quando quest’ultima ha caratteristiche del tutto inventive oppure originali (ovvero quando si accerta l’impossibilità da parte di esperti di individuare, ripetere e riprodurre la sua realizzazione, le sue funzioni e/o applicazioni in maniera ovvia) e, infine, quando le caratteristiche dell’invenzione rendono possibile una concreta applicazione tecnica, scientifica e produttiva, consentendo quindi una produzione industriale.

Depositare un brevetto offre quindi vantaggi e garanzie per proteggere le proprie idee e per impedirne a terzi un uso improprio.

Va inoltre ricordato che per legge la durata massima di un brevetto è ventennale per il brevetto per invenzione industriale e decennale per il brevetto per modello di utilità e non può essere rinnovabile.

Dunque, trascorsi tali lassi di tempo, l’invenzione depositata diventa di pubblico dominio e utilizzabile da chiunque.

Inoltre, per i primi 18 mesi dalla data di deposito l’accesso alla domanda di brevetto è limitato al solo titolare della stessa e pertanto non è consentito ai terzi di accedere al contenuto della domanda.

A differenza del brevetto (che serve per tutelare le caratteristiche tecniche di un’invenzione), il marchio è – molto più semplicemente – il nome che viene dato ad uno o più prodotti immessi sul mercato per distinguerli dalla concorrenza.

Dunque il marchio, da un punto di vista prettamente giuridico, è ciò che serve a distinguere ogni tipologia di prodotti e servizi di un’impresa da quelli di altre imprese.

Il marchio ha dunque una funzione totalmente diversa dal brevetto e non impedisce in alcun modo ad una ipotetica concorrenza di immettere sul mercato un prodotto del tutto simile ma con un nome diverso.

Se, ad esempio, una determinata azienda di orologi produce un modello del tutto nuovo e lo immette sul mercato senza brevettarlo chiamandolo “newtime”, ciò non impedisce ad un’azienda concorrente di produrre un orologio del tutto simile ma con un nome diverso.

Pertanto, un’ulteriore differenza tra le due forme di tutela è rappresentata dal fatto che mentre un prodotto potrà essere associato ad un unico marchio, anche se sarà comunque possibile associare uno stesso marchio a più prodotti diversi, al contrario uno stesso prodotto potrà essere tutelato con una molteplicità di brevetti.

Si pensi ad esempio alle automobili o agli smartphone che incorporano al loro interno anche centinaia di brevetti.

Ma il marchio svolge anche importanti funzioni: esso non serve semplicemente per distinguersi sul mercato, ma può diventare, attraverso l’impegno e la professionalità dell’azienda che lo ha ideato, garanzia di qualità per i fruitori del prodotto o del servizio offerti.

Il marchio è anche una caratteristica essenziale per possibili campagne di promozione e pubblicitarie ed è quindi il mezzo più efficace per tutelare l’unicità e la professionalità del produttore.

Un marchio registrato non solo è estremamente utile per arginare qualsiasi tipo di contraffazione, e così difendere l’identità di una marca, ma contribuisce a generare la stessa identità dell’azienda che lo adotta per “distinguere” i propri prodotti sul mercato.

Il marchio è un essenziale segno distintivo (una parola, un logo grafico, la forma di un oggetto che ne denota l’appartenenza a una determinata azienda) utile non solo per distinguersi sul mercato, ma anche per creare unicità dal punto di vista qualitativo e promozionale.

Un’ulteriore differenza tra il marchio ed il brevetto è la sua durata.

Infatti, mentre come detto in precedenza, il brevetto ha una durata limitata, il marchio registrato, al contrario, ha una durata di 10 anni dal suo deposito ma può essere rinnovato ogni dieci anni per un tempo illimitato.

Di conseguenza, una tutela quanto più efficace dei propri prodotti non può prescindere dallo studio di un’appropriata strategia che preveda sia il deposito di una domanda di brevetto che la registrazione del marchio, eventualmente accompagnate da una tutela della forma estetica mediante il deposito di una domanda di registrazione di design.

 

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differenze tra brevetto e marchio

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Fatture false ed ingannevoli brevetti, marchi e design

Negli ultimi anni, soprattutto con l’avvento della fatturazione on line, si è amplificato il fenomeno frodatorio delle “fatture ingannevoli”.

Sempre più spesso, i titolari di proprietà industriale (brevetti, marchi e design) ricevono, tramite posta tradizionale o elettronica, richieste di pagamento (tramite emissione di fattura) per servizi non richiesti, quali ad esempio servizi pubblicitari, presunto pagamento di tasse per il deposito, la pubblicazione o la registrazione di un marchio o di un brevetto o, ancora, l’inserimento in falsi elenchi commerciali.

Peraltro, tali servizi di inserimento in database non offrono alcuna visibilità ulteriore rispetto alle banche dati pubbliche disponibili in maniera gratuita sui siti degli Uffici Brevetti e Marchi nazionali ed internazionali, quali UIBM, EPO, WIPO ed EUIPO.

Per fattura ingannevole, dunque, si intende una fraudolenta richiesta di pagamento – spesso abilmente realizzata -, da parte di enti o società non certificati per servizi non richiesti a titolari di brevetti, marchi o design.

Solitamente, queste richieste giungono da società aventi un nome che richiama il nome degli Enti ufficiali, in modo da indurre in confusione i titolari delle domande al fine di far credere loro che le loro richieste riguardino realmente un pagamento di una tassa ufficiale necessario per evitare il respingimento della domanda.

Alcuni esempi di tali fatture ingannevoli sono reperibili presso il sito dell’EUIPO (Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale che gestisce il deposito e la registrazione dei marchi e dei design comunitari) al seguente indirizzo: https://euipo.europa.eu/tunnel-web/secure/webdav/guest/document_library/contentPdfs/trade_marks/fees_and_payment/misleading_invoices/misleading-invoices_en.pdf.

Altre volte la falsa fattura, o lettera di avviso pagamento, appare essere inviata dallo stesso EUIPO il quale, però, non invia mai ai propri utenti né fatturazioni o, tantomeno, missive con richieste di pagamento.

Allo stesso modo anche l’Ufficio Europeo Brevetti (EPO) non invia mai richieste di pagamento, ma al più può inviare dei promemoria per il pagamento delle tasse di rinnovo o per le varie tasse ufficiali da versare durante la procedura di concessione del brevetto.

Questo fenomeno si è talmente diffuso da indurre il legislatore, tramite enti fiscali preposti quali Agenzie delle Entrate, Camere di Commercio e, soprattutto, l’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) a stilare e mettere a disposizione dei titolari di proprietà industriale, ed in particolare di coloro che intendono registrare un marchio o un design o depositare un brevetto, sia una lista di tutte le società di servizio certificate e affidabili e sia un elenco di enti fittizi rintracciati e segnalati da utenti frodati.

Se un avviso di pagamento dovesse provenire da una società segnalata da quest’ultimo, il destinatario è tenuto a non prenderne in considerazione l’oggetto.

In caso di ricezione di fatturazioni sospette o avvisi di pagamento per servizi non richiesti, il titolare della proprietà industriale deve informarsi negli uffici preposti o consultare le succitate liste per verificarne l’attendibilità o meno.

E’ consigliato caldamente anche di avvalersi di una assistenza legale specializzata, grazie alla quale il titolare di proprietà industriale può tutelarsi da qualsiasi richiesta fraudolenta di pagamento.
La lista di società fittizie messa a disposizione DGLC-UIBM , per quanto affidabile, non garantisce un aggiornamento in tempo reale, in quanto il fenomeno è in costante crescita atteso il numero di enti fraudolenti e fittizi in continuo aumento.

Quindi solo un’adeguata assistenza legale è in grado di tutelare a 360 gradi i titolari di proprietà industriali da eventuali azioni fraudolente.

E’ quindi utile da parte dell’utente prestare la massima attenzione ai diversi fenomeni truffaldini che nel tempo ha mietuto non poche vittime.

Il parere di un avvocato o consulente in proprietà industriale è più che mai indispensabile.

E’ sufficiente una semplice telefonata al nostro studio ed, in maniera totalmente gratuita, verrai rassicurato su ciò che è giusto pagare e ciò che al contrario non deve essere nella maniera più assoluta corrisposto.

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Patent box: agevolazioni fiscali per chi investe in marchi e brevetti

Il Patent Box è un insieme di misure fiscali messe a punto dal Governo per agevolare le imprese italiane che investono nell’accrescimento dei propri beni immateriali, attraverso la ricerca e la tutela del proprio patrimonio di proprietà intellettuale ed industriale.

In particolare, sono previste agevolazioni per le imprese che investono nella tutela e nello sfruttamento di beni o processi innovativi mediante sfruttamento economico, deposito o acquisizione di brevetti, marchi, design oppure tramite la creazione di nuovi software, di nuovo know-how ed in genere in tutte le attività che hanno per oggetto opere dell’ingegno.

Con le agevolazioni finanziarie previste dal Patent Box le imprese hanno la possibilità di godere di un regime fiscale agevolato su tutti i redditi derivanti direttamente o indirettamente dallo sfruttamento di brevetti, marchi, design, software e know-how in generale.

Lo sfruttamento economico della proprietà intellettuale può essere sia diretto, attraverso l’utilizzo o la vendita di beni o servizi inerenti il brevetto, marchio, design o software, che indiretto, mediante la cessione di licenze relative al bene. Anche le somme derivanti da risarcimento danni riconosciute in cause di contraffazione possono essere sottoposte al regime agevolato previsto dal Patent Box.

Il regime speciale di tassazione agevolata prevede che gli utili direttamente riconducibili allo sfruttamento della proprietà intellettuale aziendale siano sottoposti ad una detassazione pari al 30% nel 2015 ed al 40% nel 2016, fino a giungere ad una detassazione a regime del 50% a partire dal 2017.

Nel caso di uso diretto di brevetti, marchi, design, software o altri beni immateriali, i redditi agevolabili direttamente associabili a tali attività devono essere calcolati rapportandoli ai redditi complessivi mediante il calcolo di un coefficiente che tiene conto del costo direttamente riferibile al bene (costi qualificati) e di costi complessivi relativi all’intero reparto di ricerca e sviluppo.

Sono soggetti a tassazione agevolata anche i proventi derivanti dalla cessione totale del titolo, sia esso un brevetto, un marchio, un design oppure un software. In tal caso è prevista la completa detassazione delle plusvalenze derivanti da tale cessione, purché l’utile sia reinvestito nella misura del 90% o più in servizi attinenti la proprietà intellettuali, che potranno riguardare sia mantenimento in vita o sviluppo di brevetti, marchi, design già esistenti che deposito di nuove domande di brevetto, marchio, design o altre forme di tutela, incluse registrazione di software.

L’accesso al regime fiscale agevolato del Patent Box avviene su base volontaria entro la scadenza dell’anno fiscale per il quale si vuole godere dell’agevolazione ed ha validità per 5 anni. L’adesione è irrevocabile e può essere successivamente rinnovata. Per accedere al regime fiscale speciale occorre compilare e presentare, esclusivamente in modalità telematica, un apposito modello predisposto dall’Agenzia delle Entrate: modulo opzione per il regime di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali

Lo studio Maiello offre attività di consulenza al fine di fornire un parere tecnico-legale in merito al valore dei propri beni immateriali, inclusi brevetti, marchi e design, sia in caso di cessione definitiva che per cessione o acquisizione di licenze, inclusa la determinazione dei canoni di licenza (royalties).

Lo studio offre anche assistenza nella definizione della migliore strategia di creazione e tutela del proprio patrimonio di proprietà intellettuale attraverso la pianificazione di tutte le attività inerenti lo sviluppo ed il deposito di nuove domande di brevetto, marchio, design, software.

Tag: patent box, detassazione, regime fiscale agevolato, brevetti, marchi, design, software, know-how

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Il ruolo dell’avvocato e del consulente in proprietà industriale

La normativa nazionale ed internazionale in tema di deposito di domande di brevetto e registrazione di marchi e design non obbliga il richiedente di una domanda di brevetto o di registrazione a rivolgersi necessariamente ad un avvocato o altro professionista abilitato in proprietà industriale al fine di procedere al deposito delle domande presso gli Uffici preposti.

Tuttavia la complessità della materia rende opportuno, se non necessario, affidarsi sin dall’inizio ad un avvocato o professionista esperto in proprietà industriale al fine di evitare errori formali o anche sostanziali che potrebbero compromettere in maniera insanabile la tutela conferita dal brevetto, dal marchio e dal design registrato, potendo anche arrivare ad impedirne la brevettabilità o la registrazione.

Purtroppo, se si analizzano i dati di deposito delle domande di brevetto, marchio e design depositate in Italia, ed in particolare nelle aree a minor sviluppo industriale, non è raro trovare depositi effettuati direttamente dai richiedenti o da altre figure professionali non esperte in materia di proprietà industriale ed intellettuale o comunque non abilitate all’esercizio della consulenza in materia, quali ad esempio studi tecnici di consulenza generica.

Questo modus operandi comporta di sovente che le domande di brevetto, marchio o design vengano respinte senza neppure giungere alla fase di esame sostanziale oppure, qualora (nella minoranza dei casi) arrivino a concessione conferiscono una tutela alquanto limitata e nella sostanza inutile, accrescendo l’opinione purtroppo ancora largamente diffusa secondo cui sia sostanzialmente inutile proteggere le proprie innovazioni mediante un brevetto, un marchio o un design in quanto sarebbero sufficienti minime modifiche (il famoso “basta cambiare una virgola”!) per aggirare l’ostacolo.

Non a tutti è però chiaro il fatto che il Codice della Proprietà Industriale prevede solo due figure professionali esclusivamente abilitate ad assumere la rappresentanza avanti gli Uffici preposti al deposito di domande di brevetto o di registrazione di marchi e design.

Più precisamente il mandato al deposito delle domande, sia presso l’UIBM per le domande nazionali che avanti l’Ufficio Brevetti Europeo per il deposito di domande di brevetto europeo o avanti l’UAMI – EUIPO per la registrazione di marchi e design comunitari, può essere conferito esclusivamente ad un avvocato oppure ad un consulente in proprietà industriale iscritto nell’apposito Ordine professionale.

L’opportunità di rivolgersi ad un avvocato esperto in proprietà industriale oppure ad un consulente in proprietà industriale deriva dal fatto che gli strumenti del brevetto, del marchio e del design non rappresentano unicamente documenti di tipo tecnico in cui illustrare l’oggetto della tutela. Al contrario devono essere pensati innanzitutto come degli strumenti di natura legale sui quali potrebbe essere necessario fondare un contenzioso giuridico nei confronti di potenziali contraffattori o di soggetti interessati ad annullarne la validità.

Il compito delle figure professionali esperte in materia, quali l’avvocato esperto in proprietà industriale ed intellettuale ed il consulente in proprietà industriale, non è quindi soltanto quello di presentare una domanda che presenti tutti i requisiti formali richiesti, ma è soprattutto quello di immaginare, sulla base della propria esperienza in materia di brevetti, marchi e design, quali potrebbero essere tutti i possibili scenari futuri, in modo da predisporre la domanda in maniera idonea ad affrontare possibili contestazioni da parte di terzi o tentativi di aggiramento da parte di potenziali contraffattori.

avvocato consulente proprietà industriale

 

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Deposito brevetti, marchi e design Campania 2015

Con la fine del primo semestre del 2015 è possibile tirare le somme provvisorie in merito ai depositi di domande di brevetto per invenzione industriale e brevetto per modello di utilità e di registrazione di marchi e disegni, sia in Italia che nella Campania, inclusi i dati relativi ai depositi di domande di brevetto, marchio e disegno o modello nelle singole provincie di Napoli, Salerno, Avellino, Caserta e Benevento.

Purtroppo a livello globale occorre osservare come ci sia un generale calo delle domande depositate nel 2015, sia di brevetto per invenzione e modello di utilità che per registrazione di disegni o modelli.

Infatti, a livello nazionale le proiezioni dei dati di deposito 2015 attualmente disponibili ci forniscono un risultato poco entusiasmante, che mostra un calo di circa il 3% nei depositi di domande per brevetto di invenzione e di circa il 9% nei depositi di domande di brevetto per modello di utilità.

Un calo più lieve si riscontra per le domande di registrazione di design, sostanzialmente stabili (-1%), mentre le domande per registrazione di marchio hanno riportato un incremento potenziale del 4%.

Tuttavia, in Campania la situazione sembra prospettarsi ancora più negativa per i depositi del 2015, con un decremento ancora più elevato sia per le domande di brevetto che per le domande di registrazione di marchi e design, invertendo così il trend positivo del 2014.

Infatti, la riduzione dei depositi di domande di brevetto per invenzione in Campania è addirittura del 39% rispetto ai depositi campani complessivi del 2014. Incrementi minori ma comunque consistenti si riscontrano anche per i depositi di domande di brevetto per modello di utilità (-19%) e di registrazione di marchio (-11%), mentre i depositi di domande di registrazione di design sono stabili.

A livello provinciale si riscontra la solita prevalenza dei richiedenti della provincia di Napoli, con oltre il 55% delle domande di brevetto per invenzione ed oltre il 60% per domande di marchio e design. Tuttavia proprio la provincia di Napoli ha mostrato il calo percentuale più evidente nei depositi di domande per brevetto di invenzione.

Per quanto riguarda i richiedenti della provincia di Salerno, il calo dei depositi di domande di brevetto è stato meno consistente (-15%) così come quello delle domande di registrazione di marchio (-7%).

Per le provincie di Caserta, Avellino e Benevento le riduzioni dei depositi sono in linea con le percentuali generali a livello regionale.

In merito alla tipologia ed alle modalità di deposito delle domande si riscontra come siano ancora prevalenti i depositi di domande da parte di persone fisiche piuttosto che da parte di Società, nonostante sia ancora attivo il bando di contributo a fondo perduto “Brevetti +” a favore di PMI che depositino una domanda di brevetto per invenzione in Italia o all’estero.

Inoltre, è ancora scarsamente utilizzato il ricorso a professionisti specializzati in proprietà industriale sia per il deposito di domande di brevetto che di registrazione di marchi e design, con la conseguenza che una percentuale non trascurabile delle domande depositate, in particolare domande di brevetto per invenzione, sono sospese dall’UIBM o conferiscono comunque scarsa tutela ai richiedenti.

tag: deposito, brevetti, marchi, design, italia, campania, primo, semestre, 2015Deposito brevetti, marchi e design Campania 2015

 

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Nuovo deposito telematico per brevetti, marchi e design.

A partire dal 02 Febbraio 2015 è attiva una nuova piattaforma di deposito telematico per brevetti, marchi e design che sostituisce la precedente piattaforma di deposito “Telemaco” gestita da Infocamere, che rimarrà ancora attiva almeno fino a fine Febbraio. A partire dal 17 Maggio 2015 la vecchia piattaforma non sarà più attiva.

La nuova piattaforma di deposito telematico, gestita direttamente dall’UIBM ed accessibile al seguente indirizzo servizi online uibm permetterà di interagire direttamente con l’Amministrazione.

La principale novità è rappresentata dalla possibilità di conoscere immediatamente e con esattezza l’importo delle tasse da versare e procedere al pagamento non più attraverso i bollettini postali ma tramite un F24 pagabile anche mediante sistemi di home banking.

Il pagamento del F24 deve essere eseguito nella stessa giornata, altrimenti la domanda assumerà la data di deposito corrispondente al giorno in cui è stato eseguito il pagamento.

L’UIBM ha anche provveduto a rivedere l’intera modulistica che potrà essere reperita nell’apposita sezione del sito (modulistica) oppure direttamente alla sezione modulistica del sito dell’UIBM.

Per poter accedere alla piattaforma è necessario procedere alla registrazione seguendo le istruzioni riportate nell’apposita sezione servizi online dell’UIBM, che richiede la compilazione di un modulo di registrazione ai servizi UIBM che dovrà essere successivamente firmato digitalmente e caricato sullo stesso portale.

Pertanto, per poter usufruire dei servizi telematici è necessario disporre sia di una firma digitale che di una casella di posta elettronica certificata, che costituirà l’unico canale di comunicazione tra il richiedente e l’ UIBM.

Resta immutata la possibilità di procedere al deposito cartaceo direttamente presso l’UIBM o una qualsiasi Camera di Commercio.

Gli stessi moduli aggiornati dovranno essere utilizzati anche per il deposito cartaceo in sostituzione dei precedenti moduli.

Tuttavia, si ricorda che il deposito telematico permette sia di avere un diretto contatto con l’UIBM, al fine di essere sicuri che la propria domanda sia trattata nei tempi più rapidi possibili, che di pagare un importo ridotto per le tasse di deposito delle tasse di brevetto.

La nuova piattaforma può essere utilizzata anche per il deposito di alcune istanze e per il deposito delle traduzioni dei brevetti europei.

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registrazione telematica brevetti marchi e design

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Significato simboli brevetti marchi design

La normativa italiana ed europea in genere in materia di proprietà intellettuale non obbliga i titolari di brevetti, marchi e disegni o modelli ad apporre alcuna indicazione della presenza di domande depositate o di titoli di proprietà industriale concessi su oggetti o altro qualsiasi altro materiale tecnico o pubblicitario relativo a prodotti o processi oggetto della tutela.

Inoltre, l’assenza di tali indicazioni non riduce il valore né l’efficacia di un titolo brevettuale o di una registrazione di marchio o design, né rappresenta un’attenuante da far valere da parte di eventuali contraffattori.

Allo stesso tempo, pubblicizzare correttamente la presenza di un titolo di proprietà intellettuale a tutela dei propri prodotti o processi, sia esso un brevetto, un marchio o design, può assumere un’importanza non trascurabile, sia per la sua capacità deterrente nei confronti di potenziali contraffattori che per la possibilità di conferire ai propri prodotti un maggiore appeal ed un maggiore valore economico.

Infatti, la presenza di una qualsiasi forma di tutela associata ad un prodotto è recepito all’esterno come sinonimo di innovazione, di qualità e di particolare attenzione verso la propria produzione.

Tuttavia, è importante conoscere quali sono i segni e le diciture esatte da associare ai propri prodotti ed ai propri marchi, al fine di veicolare una informazione corretta ed efficace ed evitare allo stesso tempo che scritte inappropriate possano essere causa di contestazioni o contenziosi da parte della concorrenza, che potrebbe lamentare il ricorso a strumenti di concorrenza sleale, in accordo con l’Art. 127 (2) CPI.

Pertanto, vediamo di seguito quali sono le diciture corrette da inserire sui prodotti e sui materiali comunicativi in genere a seconda della forma di tutela a cui si è ricorso.

Brevetti: sia per i brevetti di invenzione che per i modelli di utilità non esistono segni convenzionali univoci per indicare che un prodotto o un processo sia tutelato da un brevetto o da una domanda di brevetto. In linea generale qualsiasi frase che pubblicizzi la presenza del brevetto può essere efficace. Tuttavia è molto frequente ritrovare la dicitura “PATENTED” o l’analogo italiano “BREVETTATO“, raramente accompagnato dal numero del brevetto. Bisogna però aver presente che tali diciture possono essere utilizzate solo quando il brevetto è stato concesso e non quando si è ancora in presenza di una domanda. Al contrario, l’utilizzo di simili diciture per prodotti legati a domande di brevetto non concesse costituisce un’azione sanzionabile per concorrenza sleale ed appropriazione di pregi. In caso di domande non ancora concesse è invece possibile utilizzare le diciture “PATENT PENDING” o “DOMANDA DI BREVETTO DEPOSITATA“. Queste diciture sono consigliabili anche nel caso di domande internazionali, rispetto a diciture non corrette quali “BREVETTO INTERNAZIONALE“.

Marchi: il simbolo ® è il classico simbolo da apporre vicino ai marchi registrati, sia in ambito italiano che comunitario o internazionale. Anche in questo caso è bene fare attenzione al fatto che tale simbolo può essere usato solo a concessione avvenuta e non in presenza della sola domanda. Al contrario, l’utilizzo del simbolo per segni non ancora registrati è passibile di contestazione per concorrenza sleale. Nel caso di marchi di impresa per i quali sia stata richiesta ma non ancora concessa la registrazione oppure per i quali la registrazione non sia stata richiesta è possibile utilizzare il segno TM o (TradeMark), utilizzabile anche per marchi registrati.
Design: come per i brevetti non sono presenti simboli convenzionali per indicare che un disegno o modello sia oggetto di privativa mediante il deposito di una domanda di registrazione. Anche in questo caso è pertanto possibile ricorrere a varie diciture. Le forme di comunicazione più comuni sono “DESIGN REGISTRATO” o l’equivalente “REGISTERED DESIGN” nel caso in cui la registrazione sia stata concessa, oppure “DOMANDA DI DESIGN DEPOSITATA” o la corrispondente “PENDING DESIGN” nel caso in cui la domanda di registrazione non sia stata ancora concessa.

Copyright: il simbolo © è il classico segno atto a pubblicizzare che su una data opera è presente un diritto d’autore e che pertanto si vuole vietare qualsiasi riproduzione o copia non autorizzata. L’assenza di tale simbolo non costituisce automaticamente un assenso del titolare del diritto alla copia libera della sua creazione. Generalmente il simbolo è riportato in un margine del documento da proteggere o del documento in cui è riprodotto l’oggetto del diritto, solitamente affiancato da diciture quali “Tutti i diritti riservati” (o relative traduzioni) insieme al nome del titolare ed all’anno di creazione dell’opera.

La marcatura CE: il simbolo CE è presente su determinate tipologie di prodotti ad indicare la conformità agli standard comunitari.

Tuttavia esso non indica la presenza di alcuna forma di privativa.

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