Bando Marchi+ 2026: contributi fino a 9.000 € per marchio
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Il bando Marchi+ 2026 è stato rifinanziato e concede contributi in conto capitale (a fondo perduto) alle PMI italiane, anche in forma di ditta individuale, titolari di un marchio registrato nell’Unione europea o di un marchio o domanda di marchio internazionale. Lo sportello apre il 3 dicembre 2026 alle ore 12:00, con 2 milioni di euro disponibili, fino a esaurimento fondi.
Marchi+ 2026 in breve
- Chi può partecipare: PMI con sede legale e operativa in Italia, titolari del marchio e in possesso dell’assicurazione contro i danni da calamità naturali.
- Misura A (marchio UE, EUIPO): contributo dell’80% delle spese (85% con certificazione della parità di genere), fino a 6.000 euro per marchio.
- Misura B (marchio internazionale, OMPI): contributo del 90% delle spese (95% con certificazione della parità di genere), fino a 9.000 euro per marchio.
- Tetto per impresa: 25.000 euro in totale, sommando le due misure.
- Quando: dal 3 dicembre 2026, ore 12:00-18:00, fino a esaurimento dei 2 milioni di euro.
- Come: solo online su www.marchipiu2026.it, con firma digitale.
Il bando è stato emanato con decreto direttoriale del 28 settembre 2026 dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy ed è gestito da Unioncamere, che esamina le domande e si occupa del pagamento dei contributi.
Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 12:00 del 3 dicembre 2026 e fino ad esaurimento fondi, pari complessivamente a 2 milioni di euro. Lo sportello resta aperto fino alle ore 18:00 di quel giorno e, se avanzano risorse, riapre con lo stesso orario (12:00-18:00) nei giorni lavorativi successivi, dal lunedì al venerdì.
I criteri di accesso e di assegnazione dei fondi restano sostanzialmente invariati rispetto ai bandi precedenti. La valutazione è sempre a sportello: il contributo viene assegnato in base alla data di presentazione della domanda, senza ulteriori valutazioni di merito.
Rispetto ai bandi precedenti cambiano due aspetti. Il primo è la data di partenza: contano i depositi e le spese successivi al 1° giugno 2023. Il secondo è un nuovo requisito, l’assicurazione contro i danni da calamità naturali, senza la quale l’impresa non può partecipare.
Marchi+ 2026 in sintesi: scadenze, importi e requisiti
| Elemento | Marchi+ 2026 |
|---|---|
| Tipo di aiuto | Contributo in conto capitale, in regime de minimis (tetto di 300.000 euro in tre anni per impresa unica) |
| Decreto | Decreto direttoriale del 28 settembre 2026 |
| Gestione | Unioncamere, anche tramite Si.Camera, per il Ministero delle Imprese e del Made in Italy |
| Fondi disponibili | 2.000.000 di euro, oneri di gestione compresi |
| Apertura dello sportello | 3 dicembre 2026, ore 12:00-18:00; poi, se restano fondi, stessi orari nei giorni lavorativi seguenti |
| Destinatari | Micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa in Italia, titolari del marchio |
| Misura A | Marchi UE presso EUIPO: 80% delle spese (85% con certificazione della parità di genere), fino a 6.000 euro per marchio |
| Misura B | Marchi internazionali presso OMPI: 90% delle spese (95% con certificazione della parità di genere), fino a 9.000 euro per marchio |
| Tetto per impresa | 25.000 euro in totale, sommando le due misure |
| Periodo di riferimento | Depositi, fatture e pagamenti dal 1° giugno 2023, e comunque prima della domanda |
| Domanda | Solo online su www.marchipiu2026.it, con firma digitale |
| Tempi | Decisione entro 150 giorni dalla domanda; pagamento entro 80 giorni dalla concessione |
Chi può partecipare al bando Marchi+ 2026
Il contributo è riservato alle micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa in Italia, regolarmente iscritte al Registro delle imprese e attive, che siano titolari del marchio per il quale chiedono l’agevolazione. La dimensione si valuta con i parametri europei delle PMI.
Oltre alla dimensione, l’impresa deve essere in piena regola: nessuna procedura concorsuale liquidatoria in corso, DURC regolare, rispetto delle norme su lavoro, sicurezza e ambiente, nessuna causa ostativa in materia antimafia né sanzione che impedisca di contrattare con la pubblica amministrazione. Non devono inoltre esserci condanne definitive a carico di amministratori e legali rappresentanti per i reati che escludono dagli appalti pubblici, né revoche o procedimenti aperti per contributi pubblici percepiti indebitamente.
La principale novità del 2026 è l’obbligo di aver stipulato l’assicurazione contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali, prevista dalla legge 213/2023 e dal decreto-legge 39/2025. Tutti i requisiti vanno posseduti al momento della domanda e mantenuti fino al pagamento del contributo.
Restano fuori i marchi collettivi e di certificazione, comprese le registrazioni internazionali che ne derivano, e le imprese che operano nella produzione primaria agricola, della pesca e dell’acquacoltura.
Quali marchi sono agevolabili con Marchi+ 2026
Sono agevolabili le domande di registrazione di marchio dell’Unione europea e di marchio internazionale depositate a partire dal 1° giugno 2023.
Per il marchio dell’Unione europea (Misura A), il marchio deve essere stato già registrato alla data di presentazione della domanda di contributo, con le tasse di deposito pagate. Per il marchio internazionale (Misura B) è invece sufficiente che, alla data di presentazione della domanda di contributo, la domanda sia stata pubblicata sul registro Madrid Monitor dell’OMPI, con le tasse di registrazione pagate.
| Requisito | Misura A (marchio UE) | Misura B (marchio internazionale) |
|---|---|---|
| Ufficio | EUIPO | OMPI |
| Cosa deve essere stato fatto dal 1° giugno 2023 | Deposito della domanda presso EUIPO | Almeno una di queste attività: deposito OMPI di un marchio già registrato presso UIBM o EUIPO; deposito OMPI di un marchio già depositato presso UIBM o EUIPO; designazione successiva di un marchio già registrato presso OMPI |
| Tasse | Pagate | Pagate |
| Stato del marchio alla domanda | Registrazione già avvenuta | Pubblicazione su Madrid Monitor già avvenuta |
| Titolarità | In capo all’impresa richiedente | In capo all’impresa richiedente |
Un caso particolare riguarda la Misura B: se la domanda internazionale è stata depositata prima del 1° giugno 2023, si possono agevolare soltanto le designazioni successive fatte dopo quella data, con un massimo di 5.000 euro per marchio. Per le domande internazionali più recenti le designazioni successive di nuovi Paesi si sommano fino al tetto di 9.000 euro.
Spese ammissibili: cosa viene rimborsato
Sono ammesse a contributo le spese di deposito (consulenza per ricerca di anteriorità e deposito, tasse), la progettazione del marchio e la tutela legale nei procedimenti di opposizione subiti. Per la Misura B rientra anche l’assistenza davanti agli uffici nazionali che abbiano sollevato rilievi dopo il deposito presso OMPI.
Perché una spesa venga riconosciuta, la fattura deve essere intestata all’impresa richiedente ed emessa tra il 1° giugno 2023 e la data della domanda. Il pagamento deve essere stato effettuato dall’impresa stessa, con strumenti tracciabili: bonifico bancario o postale, ricevuta bancaria o carta di credito. Altri mezzi di pagamento non sono accettati. Se a pagare è stato un soggetto diverso, per esempio un contitolare, l’impresa richiedente deve avergli restituito la somma con gli stessi strumenti prima di inviare la domanda.
Chi emette la fattura deve essere anche chi ha svolto il servizio, deve avere la partita IVA e deve possedere i requisiti professionali richiesti per quella prestazione: non si può fatturare un lavoro eseguito da altri.
Non sono agevolabili i servizi resi da società legate all’impresa da rapporti di controllo o collegamento, o da partecipazioni pari ad almeno il 25%, da amministratori, soci e loro stretti familiari, né da società nelle quali siano presenti come soci o amministratori persone dell’impresa richiedente.
Le fatture devono infine riportare il CUP (Codice Unico di Progetto): prima della concessione l’impresa dovrà integrare le fatture elettroniche con il codice che le verrà comunicato.
Quanto vale il contributo Marchi+ 2026
Per i marchi dell’Unione europea (Misura A) le spese ammissibili sono rimborsate fino all’80%, elevato all’85% per le imprese in possesso della certificazione della parità di genere, entro massimali specifici per ciascuna voce di spesa e con un contributo massimo di 6.000 euro per marchio.
Per i marchi internazionali (Misura B) le spese ammissibili sono rimborsate fino al 90%, elevato al 95% per le imprese in possesso della certificazione della parità di genere, sempre con massimali specifici per ciascuna voce di spesa e con un contributo massimo di 9.000 euro per marchio.
| Servizio | Chi può svolgerlo | Importo massimo |
|---|---|---|
| Progettazione grafica del marchio (non per i marchi denominativi) | Grafico con partita IVA o agenzia di grafica/comunicazione | 1.500 euro |
| Assistenza al deposito presso EUIPO | Consulente in proprietà industriale, avvocato o centro PATLIB | 300 euro |
| Ricerca di anteriorità in Italia | Consulente in proprietà industriale, avvocato o centro PATLIB | 550 euro |
| Ricerca di anteriorità in tutti i Paesi UE | Consulente in proprietà industriale, avvocato o centro PATLIB | 1.500 euro (alternativa alla precedente) |
| Assistenza legale contro le opposizioni | Consulente in proprietà industriale o avvocato | 1.500 euro, qualunque sia il numero di opposizioni |
| Tasse di deposito EUIPO | Pagamento diretto dell’impresa | 80% del costo (85% con parità di genere), nel tetto di 6.000 euro |
| Servizio | Chi può svolgerlo | Importo massimo |
|---|---|---|
| Progettazione grafica del marchio (non per i denominativi), se la domanda internazionale è depositata entro 6 mesi dal deposito UIBM o EUIPO | Grafico con partita IVA o agenzia di grafica/comunicazione | 1.650 euro |
| Assistenza al deposito (UIBM, EUIPO; OMPI solo per designazioni successive) | Consulente in proprietà industriale, avvocato o centro PATLIB | 350 euro |
| Ricerca di anteriorità in Italia | Consulente in proprietà industriale, avvocato o centro PATLIB | 630 euro |
| Ricerca di anteriorità in tutti i Paesi UE | Consulente in proprietà industriale, avvocato o centro PATLIB | 1.800 euro (alternativa alla precedente) |
| Ricerca di anteriorità in ciascun Paese extra UE | Consulente in proprietà industriale, avvocato o centro PATLIB | 700 euro per Paese |
| Assistenza legale contro le opposizioni | Consulente in proprietà industriale o avvocato | 1.800 euro, qualunque sia il numero di opposizioni |
| Assistenza legale contro i rilievi degli uffici nazionali | Consulente in proprietà industriale o avvocato | 600 euro per rilievo, fino a tre per marchio |
| Tasse di registrazione internazionale (UIBM, EUIPO, OMPI) | Pagamento diretto dell’impresa | 90% del costo (95% con parità di genere), nel tetto di 9.000 euro |
Per ricerche ed estensioni territoriali l’Unione europea vale come un solo Paese. Per una panoramica dei costi di base della registrazione, vedi anche quanto costa registrare un marchio in Italia.
Ogni impresa può presentare più domande di contributo, fino a un massimo complessivo di 25.000 euro, sommando Misura A e Misura B. Occorre però una domanda distinta per ogni marchio, pena l’inammissibilità. Per lo stesso marchio le due misure si possono cumulare, e richiedere in un’unica domanda, nel rispetto dei massimali, purché per la Misura B l’Unione europea non sia tra i Paesi designati.
Se il marchio ha più titolari, il contributo conta per ciascuna impresa in proporzione alla quota di contitolarità. Il bando non permette di cumulare l’agevolazione, per le stesse spese, con altri aiuti di Stato, anche de minimis, o con contributi europei come EUIPO Ideas Powered for Business; restano utilizzabili le misure generali, anche fiscali, che non siano aiuti di Stato.
È infine possibile presentare una nuova domanda per lo stesso marchio, entro la vigenza del bando e nei limiti per marchio, per l’assistenza contro opposizioni e rilievi, anche dopo un contributo già concesso, e per le sole tasse residue nei Paesi che richiedono il pagamento in più momenti.
Come presentare la domanda Marchi+ 2026
Le domande possono essere presentate esclusivamente in via telematica attraverso l’apposito portale predisposto dall’ente erogatore, raggiungibile da www.marchipiu2026.it, e vanno compilate seguendo le istruzioni del sito, a pena di esclusione. Il modulo generato dalla piattaforma deve essere firmato digitalmente dal legale rappresentante o da un procuratore speciale e riguardare un solo marchio.
| Documento | A cosa serve |
|---|---|
| Allegato 1 – Dichiarazioni | Autocertificazioni dell’impresa sui requisiti, sugli altri aiuti ricevuti e sulle precedenti edizioni di Marchi+; firma digitale del legale rappresentante |
| Allegato 2 – Contitolari | Solo se il marchio ha più titolari: dichiarazioni di ciascuno, con firma digitale |
| Allegato 3 – Procura speciale | Solo se la domanda è inviata da un procuratore: procura firmata digitalmente da entrambi |
| Allegato 4 – Tracciabilità dei flussi finanziari | Modello firmato digitalmente dal legale rappresentante |
| Documenti sul marchio | Registrazione EUIPO (Misura A) o pubblicazione su Madrid Monitor (Misura B), con la prova del pagamento delle tasse |
| Documenti per ogni servizio | Progettazione: curriculum del grafico e manuale d’uso del marchio. Deposito: relazione o incarico. Ricerche: parere firmato con i risultati, datati prima del deposito del marchio. Opposizioni e rilievi: relazione dettagliata con gli atti prodotti |
| Fatture e pagamenti | Fatture con CUP, prova del pagamento (CRO/TRN o estratto conto) e F24 della ritenuta d’acconto del professionista |
La domanda non viene esaminata, e non può essere integrata, se è presentata senza usare la piattaforma, da soggetti o per marchi privi dei requisiti, oppure se mancano la domanda firmata o gli allegati obbligatori.
Quando le risorse finiscono, la chiusura dello sportello viene comunicata con un avviso pubblicato in Gazzetta Ufficiale e sui siti del Ministero e di Unioncamere. Le domande arrivate nel frattempo restano sospese e riprendono se si liberano fondi; in mancanza, decadono.
Esame della domanda, pagamento e controlli
Unioncamere verifica la correttezza formale della domanda, il possesso dei requisiti e la congruità delle spese, e può chiedere chiarimenti o documenti da fornire entro un termine non inferiore a 7 giorni, pena la decadenza. La decisione arriva entro 150 giorni dalla domanda; se emergono ostacoli all’accoglimento, l’impresa ha 10 giorni per presentare osservazioni.
Il contributo viene versato sul conto indicato dall’impresa entro 80 giorni dalla comunicazione di concessione. Sono previsti controlli a campione, anche presso la sede delle imprese, su almeno il 5% delle domande finanziate, e i documenti di spesa vanno conservati per cinque anni dal pagamento. Eventuali cambiamenti dei dati dichiarati, o operazioni societarie che riguardano l’impresa, vanno comunicati tempestivamente.
Il contributo può essere revocato, in tutto o in parte, se le dichiarazioni risultano false o incomplete, se non vengono rispettati gli obblighi del bando o se vengono meno i requisiti: in tal caso le somme già pagate vanno restituite con gli interessi. Chi vuole rinunciare deve scrivere via PEC e restituire entro 15 giorni quanto eventualmente ricevuto. Il bando riserva inoltre il 5% delle risorse alle imprese con rating di legalità.
Checklist da completare prima del 3 dicembre 2026
La pubblicazione e la registrazione di un marchio richiedono tempi variabili, che possono allungarsi se la domanda presenta una o più non conformità.
Per questo conviene depositare il marchio con anticipo: se i requisiti del bando vengono raggiunti troppo tardi, i fondi potrebbero essere già esauriti. Con 2 milioni di euro a disposizione e finestre di sole sei ore al giorno, i fondi possono finire molto in fretta.
Prima del 3 dicembre conviene controllare che il marchio sia già registrato (Misura A) o pubblicato (Misura B), che fatture e pagamenti rispettino le regole, che DURC e polizza catastrofale siano in ordine e che il legale rappresentante abbia firma digitale e PEC, così da compilare la domanda senza perdere tempo.
Contatti
Lo Studio Maiello assiste le imprese con consulenza tecnico-legale in tutte le fasi della registrazione: ricerca di anteriorità, deposito della domanda di registrazione del marchio, tutela del marchio nonchè nella predisposizione e deposito della documentazione per ottenere il contributo marchi+.
Domande frequenti su Marchi+ 2026
Dalle ore 12:00 del 3 dicembre 2026. Lo sportello resta aperto fino alle 18:00 e, se restano fondi, riapre con lo stesso orario nei giorni lavorativi successivi fino all’esaurimento delle risorse.
Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa in Italia, anche ditte individuali, iscritte al Registro delle imprese e attive, titolari del marchio e in possesso dell’assicurazione contro i danni da calamità naturali. Sono esclusi i marchi collettivi e di certificazione e le imprese della produzione primaria agricola, della pesca e dell’acquacoltura.
Per la Misura A (marchio UE) copre l’80% delle spese, 85% con certificazione della parità di genere, fino a 6.000 euro per marchio. Per la Misura B (marchio internazionale) copre il 90%, 95% con la certificazione, fino a 9.000 euro per marchio. Ogni impresa può ottenere al massimo 25.000 euro.
Sì. È un requisito di ammissibilità da possedere dalla domanda fino al pagamento: senza polizza in regola l’impresa è esclusa.
Solo online, dal portale www.marchipiu2026.it. Il modulo generato dalla piattaforma deve essere firmato digitalmente dal legale rappresentante o da un procuratore speciale e riguarda un solo marchio.
Per la Misura A sì, la registrazione presso EUIPO deve precedere la domanda. Per la Misura B basta che la domanda internazionale sia stata pubblicata su Madrid Monitor.
Per la Misura A il deposito EUIPO deve essere successivo a quella data. Per la Misura B, con una domanda internazionale più vecchia, si possono agevolare solo le designazioni successive fatte dopo il 1° giugno 2023, fino a 5.000 euro per marchio.
Sì, con una domanda per ciascun marchio, fino a 25.000 euro complessivi per impresa. Per lo stesso marchio si possono unire Misura A e Misura B in un’unica domanda.
Sì, se risultano da fatture emesse e pagate dall’impresa dal 1° giugno 2023 e prima della domanda, con bonifico, ricevuta bancaria o carta di credito, e se i servizi sono stati resi da professionisti con i requisiti richiesti.
Unioncamere decide entro 150 giorni dalla domanda e il contributo viene versato entro 80 giorni dalla comunicazione di concessione.
Non per le stesse spese, se si tratta di altri aiuti di Stato, anche de minimis, o di contributi europei come quelli EUIPO. Le misure generali, anche fiscali, che non sono aiuti di Stato restano utilizzabili.

