Nullità brevetto e predivulgazione invenzione brevettata

Abbiamo già affrontato, in un precedente post, il concetto della c.d. nullità di una domanda di brevetto.

In questo post cercheremo di capire come evitare che alcuni comportamenti, in particolar modo quelli messi in atto dagli inventori, possano costituire causa di nullità di una domanda di brevetto.

Il riferimento è alle c.d. predivulgazioni di una domanda di brevetto.

Molti non sanno che le informazioni tecniche di una domanda di brevetto non devono essere divulgate prima del deposito della domanda di brevetto.

L’art. 46 c.p.i. stabilisce:

1. Un’invenzione è considerata nuova se non è compresa nello stato della tecnica.

2. Lo stato della tecnica è costituito da tutto ciò che è stato reso accessibile al pubblico nel territorio dello Stato o all’estero prima della data del deposito della domanda di brevetto, mediante una descrizione scritta od orale, una utilizzazione o un qualsiasi altro mezzo.

3. E’ pure considerato come compreso nello stato della tecnica il contenuto di domande di brevetto italiano o di domande di brevetto europeo . . designanti . . l’Italia, così come sono state depositate, che abbiano una data di deposito anteriore a quella menzionata nel comma 2 e che siano state pubblicate o rese accessibili al pubblico anche in questa data o più tardi.

4. Le disposizioni dei commi 1, 2 e 3 non escludono la brevettabilità di una sostanza o di una composizione di sostanze già compresa nello stato della tecnica, purchè in funzione di una nuova utilizzazione.

Come potete ben leggere, è scritto nero su bianco ai commi 1 e 2 dell’art. 46 codice della proprietà industriale, che un’invenzione non deve essere compresa nello stato della tecnica e che non deve essere stata resa pubblica prima del deposito della domanda di brevetto.

Da qui la conclusione che una domanda di brevetto per essere valida deve essere nuova e non ricompresa nello stato della tecnica.

La maggior parte delle predivulgazioni sono quelle che avvengono con l’utilizzo di internet.

A volte gli inventori, infatti, per verificare l’interesse del pubblico per la loro invenzione pubblicano articoli su siti web piuttosto che su pagine facebook o similari, descrivendo nei minimi dettagli il funzionamento della propria invenzione.

L’intenzione dell’inventore solitamente è quella di verificare se è il caso di investire su quella invenzione oppure di desistere. Purtroppo quello che non sa, è che quella predivulgazione può costituire un serio problema alla validità dell’eventuale brevetto che andrà a depositare.

I casi più comuni delle predivulgazioni sono quelli che avvengono a mezzo internet ma lo stesso discorso vale anche per articoli scientifici o congressi.

Il concetto di base da seguire è che l’invenzione non deve essere resa pubblica con qualsiasi mezzo o strumento prima del suo deposito come domanda di brevetto.

Questi concetti appena espressi valgono sia per i brevetti nazionali che per quelli europei o internazionali.

Qualcuno potrà pensare che nessuno si avveda della predivulgazione.

Nulla di più errato!

Uno dei primi atti che solitamente compie un esaminatore sia dell’ufficio italiano brevetti che degli uffici internazionali è proprio quello di verificare sul web o nelle riviste specializzate che l’invenzione non sia stata predivulgata.

Ma qualora si riuscisse a farla “franca” con gli uffici nazionali ed internazionali non è detto che il nostro competitor, rivolgendosi ad uno studio legale specializzato, non riesca a verificare che quel brevetto è stato predivulgato.

Certo qui potremmo discutere su cosa effettivamente debba intendersi per predivulgazione del trovato.

Divulgare di aver costruito macchinario che risolve il problema dell’energia rinnovabile, a modesto avviso di chi scrive, non costituisce una predivulgazione.

Divulgare, al contrario, come si arriva a costruire quel macchinario e quindi ciò che sarà il centenuto del futuro brevetto quella, per chi scrive, equivale ad una predivulgazione che può inficiare il futuro brevetto.

In tutti questi casi, però, il filo diventa sottile e discutibile.

Qualcuno potrà obiettare che facendo firmare degli accordi di segretezza si possa evitare l’obiezione futura sulla nullità della domanda di brevetto per avvenuta predivulgazione.

Questo assunto corrisponde al vero, ma bisogna sempre tener presente che un accordo di riservatezza non esclude la possibilità che il nostro interlocutore, a cui abbiamo fatto firmare l’accordo, non possa trasferire quelle informazioni a un amico che le utilizzerà per suoi scopi personali ed economici.

In questo caso sarà di difficilissima prova che il nostro interlocutore abbia fornito lui le informazioni e rischieremo, quindi, che il suo amico sfrutti la nostra invenzione o nella peggiore delle ipotesi la brevetti.

Il consiglio è quello di tenere le informazioni quanto più segrete possibili così da evitare qualsiasi spiacevole sorpresa futura.

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Nuova banca dati UIBM: ricerche marchi, brevetti e design

A partire dal 08.03.2018 è attiva la nuova banca dati dell’UIBM, che sostituisce la vecchia piattaforma non più aggiornata e che sarà resa inattiva.

La nuova banca dati, presenta funzionalità aggiuntive rispetto alla precedente in quanto consente di effettuare ricerche su brevetti per invenzione e modello di utilità, convalide di brevetti europei, marchi e disegni secondo varie combinazioni di parametri, quali titolare, data di deposito, stato della domanda.

La nuova banca dati UIBM permette anche di ottenere statistiche e informazioni sul numero delle domande depositate e dei titoli concessi, consultare i Bollettini ufficiali dei marchi contenenti tutte le nuove domande di registrazione depositate, i marchi concessi e le domande di marchio opposte.

Purtroppo la banca dati UIBM non consente ancora di accedere alla documentazione di deposito, ossia ai testi delle domande di brevetto ed ai verbali di deposito, che dovranno essere pertanto sempre richiesti direttamente all’UIBM dietro pagamento delle relative tariffe e diritti di segreteria.

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Come si commercializza la tecnologia brevettata?

Il brevetto è un fondamentale strumento che tutela i singoli inventori e le aziende che investono in ricerca e garantisce l’utilizzo esclusivo di un’ invenzione ma non assicura un successo di mercato della stessa.

Un’invenzione per ottenere un reale valore commerciale deve incontrare il favore e l’interesse del mercato e un’azienda per poter ottenere questo può intraprendere più strade:

1) Lanciare direttamente l’invenzione sul mercato;

2) Il titolare del brevetto può vendere il brevetto a terzi;

3) Il titolare del brevetto può concedere in licenza il brevetto a terzi interessati, sia in forma esclusiva che non esclusiva;

4) Dar vita a una Joint Venture creando alleanze e collaborazioni consorziate con altre aziende.

Si può vendere un brevetto?

E’ ammesso e consentito vendere il brevetto a terzi ovvero trasferire la titolarità di un brevetto.

Tale operazione è definitiva e permanente ed è opportuno che venga trascritta presso l’ Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM).

La vendita prevede solitamente un pagamento unico al titolare del brevetto da parte dell’acquirente, finalizzato alla totale cessione di ogni diritto economico e di sfruttamento del brevetto.

Il titolare del brevetto, quindi, perde ogni diritto sull’invenzione.

Il titolare del brevetto può concedere in licenza a terzi i diritti di sfruttamento del brevetto. In questo caso il titolare autorizza il terzo all’utilizzo del brevetto avendo il dritto di ricevere delle retribuzioni le c.d. Royalty.

La concessione di una licenza è un’ottima strategia finanziaria e permette al possessore del brevetto un guadagno continuo attraverso i diritti di utilizzo concessi al terzo.

Come si concede in licenza un brevetto a terzi?

Il brevetto può esser ceduto in licenza quando il licenziante (il titolare del brevetto) cede in licenza a un terzo anche detto licenziatario.

Gli accordi per concedere la licenza sono concordati dalle parti nel contratto di cessione e da queste ultime sottoscritte.

Nel contratto di cessione vengono specificati tutti i termini dell’accordo.

Quale percentuale di royalty ci si deve attendere da un brevetto dato in licenza?

Il titolare di un brevetto che cede in licenza i diritti brevettuali è in genere remunerato attraverso pagamenti una tantum e/o attraverso royalty.

Il pagamento delle royalty avviene solitamente a scadenza periodica o attraverso il volume di produzione del prodotto dato in concessione (royalty per unità di produzione) oppure sulle vendite del prodotto stesso (royalty sulle vendite nette).

Spesso si uniscono i due tipi di pagamento, cioè il licenziante viene pagato sia in royalty che in pagamenti forfettari.

Può anche accadere che il licenziante sia retribuito attraverso l’offerta di una quota di capitale dell’azienda licenziataria.

E’ anche possibile prevedere una cifra iniziale (lump sum o entry fee) che il licenziatario versa al licenziante quale retribuzione per avere ottenuto al licenza, a prescindere dalle vendite effettivamente realizzate.

Esistono anche database per le percentuali di royalty sugli standard industriali, tali database sono consultabili ma spesso tali percentuali sono negoziate privatamente e possono oscillare in modo sensibile perché ogni accordo di concessione è unico e frutto di una negoziazione.

Dunque gli standard industriali possono risultare spesso fuorvianti.

Licenza esclusiva, licenza unica o licenza non esclusiva?

Esistono tre tipologie di accordi di licenza a seconda del numero di coloro che hanno ottenuto licenza:

• licenza esclusiva: c’è un solo licenziatario che ha il diritto esclusivo di avvalersi della tecnologia

brevettata e questa non può essere utilizzata dal titolare del brevetto.

licenza unica: sempre un solo licenziatario ma in questo caso il titolare del brevetto possiede il diritto di utilizzare il brevetto.

licenza non esclusiva: ci sono più concessionari, spesso situati in aree geografiche diverse oppure operanti in settori merceologici differenti, e questi, insieme al titolare del brevetto, hanno il diritto di utilizzare il brevetto.

Nell’accordo di licenza può essere prevista la concessione di alcuni diritti su base esclusiva ed altri su base unica o non esclusiva.

Quale licenza di brevetto è preferibile?

Quale licenza è preferibile concedere va valutata secondo parametri di interesse e dal tipo di prodotto inventato da commercializzare.

Se ad esempio ciò che si intende commercializzare può rivelarsi uno standard essenziale e duraturo per un determinato mercato la licenza non esclusiva si rivelerebbe la più efficace e remunerativa.

Se, invece, l’invenzione da realizzare comporta investimenti notevoli e spese eccessive (come ad esempio i prodotti farmaceutici che richiedono molte spese per gli studi clinici) il licenziatario che non vuole avere concorrenti sul mercato visti gli investimenti fatti troverà più vantaggiosa una licenza esclusiva.

Quando dare in licenza il proprio brevetto?

Non esiste un momento migliore “specifico” per dare in licenza un’invenzione.

La valutazione sul quando dare in licenza il proprio brevetto è strettamente collegata all’andamento del mercato di riferimento.

Ad ogni modo è sempre consigliabile per il titolare del brevetto ricercare possibili licenziatari in breve tempo al fine di garantire a se stesso o alla propria azienda entrate e utili sicuri per realizzare il proprio progetto e coprire i costi sostenuti per brevettare.

Come valutare in termini economici un brevetto?

Non è semplice riuscire a conferire un valore economico ad un brevetto.

Il valore economico di un’invenzione, infatti, è soggetta a diverse circostanze e variabili, ma esistono delle linee generali che possono essere prese in considerazione.

metodo reddituale: questo metodo viene utilizzato per studiare i flussi di reddito che il titolare dell’invenzione potrebbe ottenere durante tutto il periodo di validità del brevetto;

metodo dei costi: si stabilisce il valore di un brevetto in base ai costi ed al tempo che il titolare del brevetto ha sostenuto per sviluppare l’invenzione oppure in base ai costi necessari per acquisire il brevetto esternamente all’azienda.

metodo del mercato: basato sul valore di transazioni comparative presenti sul mercato.

metodo basato sull’opzione: viene utilizzato per assegnare valore a taluni strumenti derivati da azioni di società quotate sui mercati.

Vi sono differenti condizioni che possono influenzare il valore di un brevetto e molte di queste sono di difficile previsione.

A titolo di puro esempio il potere di rivendicazione sul brevetto o l’esistenza sul mercato di prodotti simili.

Come ottenere il consenso ad utilizzare un brevetto di terzi?

Non è facile ottenere il consenso ad inglobare tecnologia in possesso di concorrenti. Ma nel caso in cui un’azienda fosse interessata a condividere le proprie invenzioni si può procedere col sistema delle c.d. licenze incrociate.

Tale tipologia di licenza è molto utilizzata da aziende e industrie che posseggono un vasto portafoglio brevetti.

Nelle licenze incrociate due o più aziende si accordano per concedersi in modo reciproco i diritti sui rispettivi brevetti.

vendere o commercializzare un brevetto

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Contributi Regione Lombardia per deposito brevetti

La Regione Lombardia promuove un bando per l’erogazione di contributi a fondo perduto per il supporto delle PMI lombarde nei processi di innovazione e nei processi di brevettazione.

Il bando prevede tre diverse misure destinate a progetti di collaborazione tra PMI e centri di ricerca (misura A), supporto alle proposte che hanno ottenuto il «Seal of Excellence» nella fase 1 «strumento per le PMI» di Horizon 2020 (misura B) e supporto ai processi di brevettazione (misura C).

Nell’ambito della misura C il contributo a fondo perduto erogabile è pari al 50% delle spese ritenute ammissibili, con un investimento minimo di €2000 per il deposito di un brevetto ed € 4000 per il deposito di più brevetti.

L’importo massimo concedibile per la misura C è pari ad € 6000 nel caso di deposito di un brevetto ed €12000 nel caso di più brevetti, innalzabili ad € 7200 e € 14400 nel caso in cui la richiedente sia un start-up.

Le domande potranno essere presentate a partire dal 20 luglio 2017 e fino al 28 settembre 2017.

L’erogazione dei fondi è del tipo a sportello, per cui varrà l’ordine di presentazione delle domande di contributo, fino ad esaurimento dei fondi stanziati, pari ad € 3.000.000.

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finanziamenti brevetti regione lombardia

 

 

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Finanziamenti Brevetti Regione Campania

La Regione Campania promuove un bando per la concessione di contributi a fondo perduto per le PMI campane che decidono di innovare i propri prodotti e processi, denominato “Campania start-up innovativa”.

Il primo requisito per poter partecipare al bando è costituito dall’iscrizione nel registro delle start-up innovative per un periodo non superiore a 48 mesi dalla pubblicazione del bando.

Sono altresì ammessi a partecipare soggetti privati purché provvedano a costituire una start-up innovativa entro 45 giorni dell’approvazione del finanziamento.

Le domande possono essere presentate a partire dal 19 luglio 2017 accedendo allo sportello telematico attraverso il sito dell’innovazione tecnologica della Regione Campania.

Il bando finanziamenti brevetti regione campania 2017 prevede la concessione di contributi a fondo perduto nella misura massima del 65% delle spese ritenute ammissibili, con massimali di spesa specifici per ogni voce di costo ritenuta ammissibile.

Le spese minime erogabili sono pari ad euro 50.000,00 fino ad un massimo di € 500.000,00.

Tra le spese ammissibili rientrano sia beni immateriali, quali spese per l’ottenimento o l’acquisizione di brevetti o altre forme di tutela della proprietà intellettuale e spese per l’acquisizione di software, incluso software per la realizzazione di siti web, che spese per l’acquisto di beni strumentali funzionali al progetto innovativo.

Sono anche ammesse spese di ristrutturazione, spese per studi di fattibilità, analisi di mercato e per l’acquisto di servizi di consulenza relativi all’innovazione.

Le domande di finanziamento saranno sottoposte ad un procedimento di valutazione per la verifica dei requisiti minimi di ammissibilità.

L’erogazione dei fondi per le domande ritenute ammissibili sarà eseguita secondo una procedura a sportello fino all’esaurimento dei fondi, il cui importo complessivo è pari a 15 milioni di euro.

Tutte le informazioni relative al presente avviso sono rilevabili sul portale Por Campania Fesr 2014-2020

 

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regione campania contributi brevetti

 

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Patent Translate: traduzione automatica brevetti

E’ attivo sul sito dell’EPO (ufficio europeo brevetti ovvero European Patent Office) un servizio di traduzione dei brevetti.

Il servizio, denominato patent translate è un utile strumento per una prima traduzione, sia pur approssimativa, di un testo brevettuale.

Il patent translate nato da una stretta collaborazione tra l’epo e il noto motore di ricerca Google consente la traduzione di un brevetto in ben 31 lingue.

Il funzionamento del patent translate è molto semplice.

L’utente non dovrà far altro che:

1) accedere alla pagina di ricerca del sito istituzionale dell’epo “espacenet patent search”;

2) digitare nel campo della ricerca la parola chiave che si intende ricercare nella banca dati;

3) trovato il brevetto di interesse, l’utente avrà la possibilità di cliccare su un menù a tendina dove appariranno le diverse lingue in cui è consentita la traduzione.

4) scelta la lingua basterà cliccare sull’immagine traduzione automatica brevettied il sistema provvederà ad una traduzione automatica.

L’epo informa, tuttavia, che la traduzione eseguita in maniera automatizzata non garantisce precisione e completezza; sconsigliando, quindi, di adoperare la traduzione a fini commerciali o finanziari.

Di seguito riportiamo l’avviso dell’EPO:avviso patent translate epo
Vantaggi:

Un vantaggio è sicuramente quello di ottenere, con pochi passaggi, una traduzione automatizzata nella lingua conosciuta dall’utente.

Tale traduzione consente all’utente di “comprendere” se il documento brevettuale trovato è o meno rilevante e se è il caso di investire in una traduzione umana accurata.

Altro vantaggio è che il servizio di traduzione è gratuito e google, quale soggetto che presta il servizio di traduzione, non trattiene presso i suoi server alcuna informazione riservata relativa alla ricerca effettuata.

Svantaggio:

Lo svantaggio, non da poco, è quello di non ottenere una traduzione precisa ed esaustiva.

Per maggiori delucidazioni vi rimandiamo alle faq del sito EPO.

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Ufficio italiano brevetti e marchi – UIBM

Dal 1° Gennaio 2009, con il DPR 28 novembre 2008 n. 197 (Regolamento di riorganizzazione del Ministero dello sviluppo economico), è stata istituita la Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione (DGLC-UIBM)o più comunemente denominata UIBM (ufficio italiano brevetti e marchi).

L’UIBM è un ufficio del Ministero dello sviluppo economico che gestisce principalmente il sistema amministrativo relativo al deposito, registrazione e concessione dei diritti di proprietà industriale.

I principali scopi dell’UIBM sono la valorizzazione e la tutela della proprietà industriale (brevetti, marchi e design o modelli) nonché il supporto all’innovazione e la lotta alla contraffazione.
L’UIBM, svolge principalmente le seguenti funzioni:

1) lotta alla contraffazione:
a) monitoraggio sistemi e metodi anticontraffazione;
b) attivita’ di raccordo con le altre Direzioni generali con le forze di polizia, Agenzia delle dogane e con le altre amministrazioni pubbliche impegnate nella lotta alla contraffazione);
c) raccolta dati autorita’ competenti in ambito nazionale ed internazionale, associazioni di categoria ed imprese in materia di lotta alla contraffazione;

2) difesa e tutela del Made in Italy;

3) ricezione delle domande di brevetto per invenzione industriale, brevetto per modello di utilità, registrazione marchi e registrazioni disegni e modelli;

4) verifica, controllo ed esame della regolarità tecnica e formale delle domande pervenute;

5) esame, concessione e rigetto di ciascuna domanda pervenuta;

6) trascrizioni, annotazioni, rilascio di certificazioni e copie;

7) marchi nazionali, europei ed internazionali e opposizione alla registrazione dei marchi;

8) gestione banca dati dalla quale è possibile reperire informazioni su marchi e brevetti depositati e resi pubblici;

9) assistenza e supporto alle aziende all’estero;

10) ricezione delle domande internazionali di brevetto PCT e delle domande per la registrazione di marchi internazionali e loro trasmissione agli Uffici internazionali;

11) ricezione delle convalide dei Brevetti Europei rilasciati dall’ Ufficio Brevetti Europeo e designanti l’Italia;

12) promozione della proprieta’ industriale, relazioni con istituzioni e organismi comunitari ed internazionali in materia di proprietà industriale.

Principali servizi dell’UIBM: da alcuni anni, l’UIBM ha istituito un comodo servizio telematico finalizzato al deposito di brevetti per invenzione industriale, brevetti per modello di utilità, registrazione di marchi di impresa e registrazione disegni o modelli.

Sul sito internet dell’UIBM, inoltre, nell’apposita sezione dedicata, si possono reperire informazioni relative ai bandi posti in essere dal ministero dello sviluppo economico finalizzati, nella maggior parte dei casi, a sostenere le piccole e medie imprese italiane.

Da ultimo, presso l’UIBM, è attivo un servizio di call center finalizzato ad offrire a cittadini e imprese supporto in materia di proprietà industriale nonché informazioni sulle attività della Direzione Generale.

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direzione generale per la lotta alla contraffazione

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Fatture false ed ingannevoli brevetti, marchi e design

Negli ultimi anni, soprattutto con l’avvento della fatturazione on line, si è amplificato il fenomeno frodatorio delle “fatture ingannevoli”.

Sempre più spesso, i titolari di proprietà industriale (brevetti, marchi e design) ricevono, tramite posta tradizionale o elettronica, richieste di pagamento (tramite emissione di fattura) per servizi non richiesti, quali ad esempio servizi pubblicitari, presunto pagamento di tasse per il deposito, la pubblicazione o la registrazione di un marchio o di un brevetto o, ancora, l’inserimento in falsi elenchi commerciali.

Peraltro, tali servizi di inserimento in database non offrono alcuna visibilità ulteriore rispetto alle banche dati pubbliche disponibili in maniera gratuita sui siti degli Uffici Brevetti e Marchi nazionali ed internazionali, quali UIBM, EPO, WIPO ed EUIPO.

Per fattura ingannevole, dunque, si intende una fraudolenta richiesta di pagamento – spesso abilmente realizzata -, da parte di enti o società non certificati per servizi non richiesti a titolari di brevetti, marchi o design.

Solitamente, queste richieste giungono da società aventi un nome che richiama il nome degli Enti ufficiali, in modo da indurre in confusione i titolari delle domande al fine di far credere loro che le loro richieste riguardino realmente un pagamento di una tassa ufficiale necessario per evitare il respingimento della domanda.

Alcuni esempi di tali fatture ingannevoli sono reperibili presso il sito dell’EUIPO (Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale che gestisce il deposito e la registrazione dei marchi e dei design comunitari) al seguente indirizzo: https://euipo.europa.eu/tunnel-web/secure/webdav/guest/document_library/contentPdfs/trade_marks/fees_and_payment/misleading_invoices/misleading-invoices_en.pdf.

Altre volte la falsa fattura, o lettera di avviso pagamento, appare essere inviata dallo stesso EUIPO il quale, però, non invia mai ai propri utenti né fatturazioni o, tantomeno, missive con richieste di pagamento.

Allo stesso modo anche l’Ufficio Europeo Brevetti (EPO) non invia mai richieste di pagamento, ma al più può inviare dei promemoria per il pagamento delle tasse di rinnovo o per le varie tasse ufficiali da versare durante la procedura di concessione del brevetto.

Questo fenomeno si è talmente diffuso da indurre il legislatore, tramite enti fiscali preposti quali Agenzie delle Entrate, Camere di Commercio e, soprattutto, l’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) a stilare e mettere a disposizione dei titolari di proprietà industriale, ed in particolare di coloro che intendono registrare un marchio o un design o depositare un brevetto, sia una lista di tutte le società di servizio certificate e affidabili e sia un elenco di enti fittizi rintracciati e segnalati da utenti frodati.

Se un avviso di pagamento dovesse provenire da una società segnalata da quest’ultimo, il destinatario è tenuto a non prenderne in considerazione l’oggetto.

In caso di ricezione di fatturazioni sospette o avvisi di pagamento per servizi non richiesti, il titolare della proprietà industriale deve informarsi negli uffici preposti o consultare le succitate liste per verificarne l’attendibilità o meno.

E’ consigliato caldamente anche di avvalersi di una assistenza legale specializzata, grazie alla quale il titolare di proprietà industriale può tutelarsi da qualsiasi richiesta fraudolenta di pagamento.
La lista di società fittizie messa a disposizione DGLC-UIBM , per quanto affidabile, non garantisce un aggiornamento in tempo reale, in quanto il fenomeno è in costante crescita atteso il numero di enti fraudolenti e fittizi in continuo aumento.

Quindi solo un’adeguata assistenza legale è in grado di tutelare a 360 gradi i titolari di proprietà industriali da eventuali azioni fraudolente.

E’ quindi utile da parte dell’utente prestare la massima attenzione ai diversi fenomeni truffaldini che nel tempo ha mietuto non poche vittime.

Il parere di un avvocato o consulente in proprietà industriale è più che mai indispensabile.

E’ sufficiente una semplice telefonata al nostro studio ed, in maniera totalmente gratuita, verrai rassicurato su ciò che è giusto pagare e ciò che al contrario non deve essere nella maniera più assoluta corrisposto.

fatture false ed ingannevoli proprietà industriale

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Patent box: agevolazioni fiscali per chi investe in marchi e brevetti

Il Patent Box è un insieme di misure fiscali messe a punto dal Governo per agevolare le imprese italiane che investono nell’accrescimento dei propri beni immateriali, attraverso la ricerca e la tutela del proprio patrimonio di proprietà intellettuale ed industriale.

In particolare, sono previste agevolazioni per le imprese che investono nella tutela e nello sfruttamento di beni o processi innovativi mediante sfruttamento economico, deposito o acquisizione di brevetti, marchi, design oppure tramite la creazione di nuovi software, di nuovo know-how ed in genere in tutte le attività che hanno per oggetto opere dell’ingegno.

Con le agevolazioni finanziarie previste dal Patent Box le imprese hanno la possibilità di godere di un regime fiscale agevolato su tutti i redditi derivanti direttamente o indirettamente dallo sfruttamento di brevetti, marchi, design, software e know-how in generale.

Lo sfruttamento economico della proprietà intellettuale può essere sia diretto, attraverso l’utilizzo o la vendita di beni o servizi inerenti il brevetto, marchio, design o software, che indiretto, mediante la cessione di licenze relative al bene. Anche le somme derivanti da risarcimento danni riconosciute in cause di contraffazione possono essere sottoposte al regime agevolato previsto dal Patent Box.

Il regime speciale di tassazione agevolata prevede che gli utili direttamente riconducibili allo sfruttamento della proprietà intellettuale aziendale siano sottoposti ad una detassazione pari al 30% nel 2015 ed al 40% nel 2016, fino a giungere ad una detassazione a regime del 50% a partire dal 2017.

Nel caso di uso diretto di brevetti, marchi, design, software o altri beni immateriali, i redditi agevolabili direttamente associabili a tali attività devono essere calcolati rapportandoli ai redditi complessivi mediante il calcolo di un coefficiente che tiene conto del costo direttamente riferibile al bene (costi qualificati) e di costi complessivi relativi all’intero reparto di ricerca e sviluppo.

Sono soggetti a tassazione agevolata anche i proventi derivanti dalla cessione totale del titolo, sia esso un brevetto, un marchio, un design oppure un software. In tal caso è prevista la completa detassazione delle plusvalenze derivanti da tale cessione, purché l’utile sia reinvestito nella misura del 90% o più in servizi attinenti la proprietà intellettuali, che potranno riguardare sia mantenimento in vita o sviluppo di brevetti, marchi, design già esistenti che deposito di nuove domande di brevetto, marchio, design o altre forme di tutela, incluse registrazione di software.

L’accesso al regime fiscale agevolato del Patent Box avviene su base volontaria entro la scadenza dell’anno fiscale per il quale si vuole godere dell’agevolazione ed ha validità per 5 anni. L’adesione è irrevocabile e può essere successivamente rinnovata. Per accedere al regime fiscale speciale occorre compilare e presentare, esclusivamente in modalità telematica, un apposito modello predisposto dall’Agenzia delle Entrate: modulo opzione per il regime di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali

Lo studio Maiello offre attività di consulenza al fine di fornire un parere tecnico-legale in merito al valore dei propri beni immateriali, inclusi brevetti, marchi e design, sia in caso di cessione definitiva che per cessione o acquisizione di licenze, inclusa la determinazione dei canoni di licenza (royalties).

Lo studio offre anche assistenza nella definizione della migliore strategia di creazione e tutela del proprio patrimonio di proprietà intellettuale attraverso la pianificazione di tutte le attività inerenti lo sviluppo ed il deposito di nuove domande di brevetto, marchio, design, software.

Tag: patent box, detassazione, regime fiscale agevolato, brevetti, marchi, design, software, know-how

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Contributi e finanziamenti agevolati per aziende campane

Una nuova forma di agevolazione finanziaria (c.d. Bando competitività) diretta esclusivamente alle PMI Campane che hanno la necessità di valorizzare le proprie innovazioni ed i propri brevetti è attiva a partire dal 13 Novembre 2015.

La Regione Campania e Sviluppo Campania S.p.a. hanno infatti istituito un fondo di 120 milioni di euro per il finanziamento a tasso agevolato di attività rientranti in un piano di investimento mirato all’innovazione di strutture, impianti, attrezzature e processi industriali. Sono escluse le Imprese di nuova costituzione ed in particolare le Imprese costituite da meno di due anni alla data di presentazione della domanda di contributo.

I fondi sono concessi sotto forma di finanziamento a tasso zero da rimborsare in 40 rate trimestrali posticipate costanti ed erogati nella misura dell’80 % delle spese ammesse a contributo.

Gli importi delle spese finanziabili variano in funzione del settore di attività dell’impresa, con un minimo di € 200.000 ed un massimo di € 2.500.000 per le Imprese del settore “Industria e servizi” ed un minimo di €100.000 ed un massimo di € 1.500.000 per le Imprese operanti nel turismo e nel commercio.

Per altre tipologie di Imprese è previsto un investimento finanziabile minimo di € 50.000 ed un massimo di €500.000.

Per poter essere ammesse a contributo le spese non devono essere fatturate prima della data di presentazione della domanda di contributo.

Gli importi agevolati saranno erogati solo alla presentazione delle fatture quietanzate per l’intero saldo; in alternativa sarà possibile richiedere un anticipo del 50% a fronte della presentazione di fatture quietanzate per un importo minimo del 50% delle spese ammesse a contributo.

Nell’ambito dei costi sostenuti nello specifico progetto di innovazione, il bando finanzia sia spese relative ad immobilizzazioni materiali, quali spese per opere murarie, incluse spese per ristrutturazione, spese per macchinari, impianti, attrezzature, spese per miglioramento dell’efficienza energetica o per abbattimento di barriere architettoniche, che spese per immobilizzazioni immateriali, quali spese per acquisto di brevetti o licenze su brevetti o know-how o altre conoscenze tecniche anche non brevettate.

Sono altresì incluse le spese di consulenza per ricerche di brevettabilità e per la stesura ed il deposito di nuove domande di brevetto per invenzione sia in Italia che a livello internazionale ed in genere tutte le spese relativa alla valorizzazione della proprietà intellettuale ed industriale.

Tra le spese ammissibili a contributo rientrano anche spese per pubblicità e marketing, costi per arredi e costi per l’assunzione di personale, purché legati a posti di lavoro direttamente correlati al progetto d’investimento e mantenuti per almeno tre anni.

Per la presentazione delle domande è necessario seguire uno specifico iter che prevede una prima fase di registrazione all’apposto portale predisposto da Sviluppo Campania da eseguirsi a partire dal 13 Novembre.

Successivamente, a partire dal 24 Novembre sarà possibile compilare la domanda unitamente al programma di investimento ed infine a partire dal 9 Dicembre sarà possibile presentare telematicamente i moduli.

Il termine ultimo per presentare le domande è fissato al 31.12.2015 ma il bando potrà essere sospeso anche prima nel caso di esaurimento dei fondi.

Si precisa anche che il bando è del tipo “a sportello”, con le domande che saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione.

Lo studio Maiello mette a disposizione della sua clientela le sue competenze al fine di coadiuvare le Imprese nella redazione e nella presentazione delle domande di contributo.

Per maggiori approfondimenti o per assistenza in merito è possibile contattare direttamente lo Studio al numero 089.9431301 oppure consultare il bando.

SCADE IL 31 DICEMBRE 2015.

Contributi e finanziamenti agevolati per aziende campane

 

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